Giuseppe Farci, 58 anni: morire da uomo solo, sbalzato da due auto

Il ritratto del senzatetto che ha perso la vita nell’incidente di viale La Playa, un dramma della solitudine che ci colpisce sotto Natale: “Non si faceva avvicinare, forse non voleva neanche più aiuto”

Uno come tanti, lui Giuseppe Farci, 58enne, originario di Sinnai, senaza fissa dimora, la cui vita è stata spezzata mentre attraversava la strada, in viale La Playa, a Cagliari. Due auto, prima una, poi l’altra: un impatto violentissimo, all’alba durante un maledetto acquazzone, i soccorritori del 118 non hanno potuto fare altro che constatarne la morte, sebbene trasportato immediatamente al Brotzu. 

Lui, un uomo un po’ schivo, che voleva forse cavarsela da solo, aveva dei progetti per far ripartire la sua esistenza, da barbone, ma con dignità. Sono proprio i volontari di strada che di lui sanno poco o nulla, “non si faceva avvicinare probabilmente perché di aiuto non ne voleva”…ma la sua croce a poche ore dalla vigilia di Natale, è un brutto colpo per tutti, Istituzioni comprese. Ma c’è anche chi, con sacrificio e impegno costante, prosegue l’attività al fianco dei disperati, degli “ultimi e invisibili”: Bonny, la presidente degli “Angeli di Roberto”, è l’ennesima dimostrazione di un’ulteriore goccia nell’Oceano, nella Cagliari triste e buia, di chi dorme sotto un ponte, dentro gli edifici abbandonati, per strada. Giuseppe Farci aveva trovato “dimora” sotto il ponte di via San Paolo, appena pochi metri dal luogo della tragedia. Ancora lì quelle quattro “cose” accanto al “letto” oramai vuoto. 

GLI ANGELI DI ROBERTO. “Sono poche le parole che escono dal mio cuore – afferma Bonny, da anni in strada come volontaria – l’amarezza, la tristezza ogni giorno mi avvolgono, come quest’ultimo episodio del senzatetto di viale La Playa. Da bambina ho sempre cercato di capire che senso dare alla mia vita, oggi sono qui una volontaria, una mamma una donna che ha formato un grande famiglia, Gli Angeli di Roberto, una lacrima scende al pensiero di quante persone vivono nella povertà, senza una casa, chi in strada che nella sua povertà e umiltà raramente faceva accostare qualcuno, ma la sua vita è finita in strada da solo senza nessuno al suo fianco”. 

LO SFOGO DI BONNY. “Questa è la realtà – prosegue il racconto di Bonny – come è vero che i senza tetto sono diminuiti per tanti e vari motivi, chi per scelta si paga una stanza con la loro misera pensione chi è partito fuori chi continua a stare sotto la pioggia come Luciano, 79 anni, 50 anni di vita da giostraio sacrifici fatiche e oggi li solo con delle coperte umide e senza forza di mangiare , a lui basta un the e dei biscotti accanto al caseggiato dell’Enel in piazza Deffenu: in molti sono alla stazione di Senorbì a ripararsi dal freddo non parlano la loro solitudine è tanta, non ho parole per quello che la vita ci da e ci toglie tante famiglie senza un po’ di cibo, senza un dono per i propri figli e Natale è alle porte. Ho visto molta solidarietà da parte di chi non ha nulla ma dona con il cuore ho visto bambini piangere per un biscotto, mamme che si stringono al loro cuore la fatica e sorridono per non far pesare a in propri figli il disagio, padri che non hanno un lavoro ma cercano di tutto per portare  casa un pezzo di pane o un cioccolatino al proprio bimbo: molte cose sono cambiate da un anno a oggi meno senza tetto ma non perchè non ci sono ma si rendono invisibili stanchi di non aver una famiglia apprezzano chi porta loro un the caldo una coperta ma dopo tutto ciò si rientra a casa al caldo ma i veri guerrieri sono loro che stanno sotto le grandi piogge al freddo mentre noi al rientro  a casa una doccia un pasto caldo e un letto, questa e vita? Questa è la nostra Cagliari , ci sono tanti volontari che fanno di tutto ma dove è colui che dovrebbe impedire tutto ciò percheè invece della grande novità di natale quelle casette non le ha costruite per i senza tetto per chi non ha una casa x chi ancora vive in macchina, i commercianti stanno diminuendo per la grande crisi economica le multe aumentano perchè tutto questo mi domando mentre esiste un solo uomo dietro ad una scrivania che potrebbe cambiare tante cose aiutare tanta gente aprire le scuole abbandonate le strutture chiuse e far vivere con dignità chi soffre, il mio augurio per questo Natale è che Dio ci dia la forza a tutto il volontariato di unirsi di collaborare tutti insieme x aiutare davvero tutte queste stelle perchè le chiamo stelle perchè loro sono l’illuminazione più umile e meravigliosa della nostra città, una ragazzina di 14 anni e cosi tanti ragazzi della sua età anche più grandi dai 16 ai 68 anni  dedicano tanto a i meno fortunati e questo è un esempio vivente della società che si specchia negli occhi degli innocenti chiudo con una piccola frase forse per alcuni indelebile per altri insignificante ma per me importante amare, è una dote si nasce con un cuore d’oro sensibili e ricchi di coraggio ecco perché da oggi nessuno sarà più solo”.


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