Gira il mondo da sola, cantante stuprata e uccisa a 25 anni

La tragica fine di Maria, la sua storia e le immagini corrono sul web. Abusata dal branco e gettata in mare, dove è annegata

Sognava di fare un viaggio intorno al mondo, è stata stuprata e uccisa in Costa Rica e le immagini da incubo del cadavere gettato in mare e ripescato a riva (lei nuda riversa a pancia in giù sul bagnasciuga, con indosso solo le scarpe da tennis bianche che si vedono nelle foto su Instagram) stanno facendo il giro del web suscitando impressione e sgomento. “È da tantissimo tempo che desidero partire da sola per vedere il mondo: inizia oggi la mia avventura“. Questo uno degli ultimi post che ha lasciato Maria Mathus Tenorio, 25 anni, messicana. Raccontava sui social la sua voglia di vita, immaginava e desiderava un futuro pieno di emozioni: “È il momento di abbandonarmi nella natura, questo luogo pullula di vita“, scriveva entusiasta la ragazza sulla sua pagina Instagram, parlando della vacanza. L’hanno violentata e assassinata in una spiaggia solitaria, pochi giorni dopo l’inizio del viaggio. Maria Mathus Tenorio aveva postato diverse fotografie che la ritraevano con lo zaino sulle spalle, mostrava un sorriso radioso, segno di una felicità incontenibile. La tragedia si è consumata nel fine settimana davanti al mare di El Carmen, nella località di Santa Teresa del Cobano. Gli assassini, due sospetti fermati dalla polizia costaricana, hanno prima abusato a turno di lei, poi l’hanno gettata a forza in mare dove è annegata.

Una ragazza inglese con cui la sfortunata messicana aveva fatto amicizia è riuscita a sottrarsi alla furia del branco e ha dato l’allarme. Un vigilante è intervenuto protamente sul posto, ma sulla sabbia c’erano ormai solo le tracce della colluttazione, il corpo senza vita della giovane Maria è poi affiorato all’alba. “Viaggiare da sole non dovrebbe costituire un pericolo”. Questo uno dei commenti degli amici sui social network. L’orribile fine della ragazza ha sollevato un’immediata ondata di reazioni di sdegno, tra le quali quella del movimento femminista latinoamericano ‘Ni una menos’ (Non una di meno). E a una settimana dalla morte, amici, parenti e persone solidali hanno commemorato Maria sulla spiaggia di Cobalo.

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