Giovani di Forza Italia contro Muroni: “Noi mafiosi? Ci offende su Fb”

Lettera aperta  dei giovani di Forza Italia contro il direttore dell’Unione Sarda dopo il suo post pubblicato ieri su Fb: “Ci accusa di mandare messaggi mafiosi, ci ha ridicolizzati e mortificati definendoci impomatati e nullafacenti. Denigra un movimento politico, ora ci chieda scusa”

“Uno dei più grandi danni della Forza Italia di Cagliari è quello di aver allevato una nidiata di giovincelli impomatati – per lo più nullafacenti, nulla studianti e nulla sapienti, imboscati nei gabinetti e negli staff – che usano Facebook per mandare messaggi mafiosi in conto terzi. A Tresnuraghes questa gentuccola non era nemmeno elevata al rango di essere presa a calci nel sedere. Ma uno status estivo, almeno…”. E’ quanto ha scritto ieri mattina il direttore dell’Unione Sarda, Anthony Muroni, nella sua pagina personale di Facebook, poi precisando “conosco ottime persone dentro Forza Italia, anche nelle rappresentanze istituzionali. Ma, insisto, qualche ragazzino senza arte né parte forse dovrebbe essere più prudente”.

La lettera del coordinamento cittadino dei giovani di Forza Italia. “Egregio Direttore dell’Unione Sarda, consapevoli che questo comunicato non sarebbe mai stato pubblicato (così come tutti i nostri precedenti sulle attività politiche sul territorio, al punto da smettere di inviarli alla sua testata) le scriviamo attraverso il resto del mondo dell’informazione sarda. Lei ha pubblicato ieri (lunedì 27 luglio 2015) sulla sua pagina personale (ma pubblica) un post dal tenore preoccupante, con parole che non sono degne della figura eminente di un Direttore di un giornale storico come l’Unione Sarda che dovrebbe invece insegnare e spronare noi giovani al rispetto delle libere opinioni personali. Ma ci chiediamo il perché di queste sue sopracitate affermazioni. Asserire che “Forza Italia di Cagliari ha allevato una nidiata di giovincelli impomatati”, ridicolizzarli come “nullafacenti, nulla studianti e nulla sapienti” significa mortificare l’impegno di tutti quei giovani che, identificandosi in Forza Italia, hanno dedicato e dedicano la parte migliore della propria vita per portare avanti l’idea di una società in cui credono, soprattutto in un periodo in cui la speranza per la politica ha abbandonato il cuore e lo spirito della maggior parte degli Italiani.

Tutti i nostri giovani, gli stessi che sottoscrivono questa lettera e che da lei vengono attaccati così duramente, lavorano onestamente, alcuni sono già professionisti avviati, altri si sono laureati e cercano difficoltosamente lavoro con l’orgoglio di chi non chiede ne pietisce, altri ancora sono appena diplomati e iscritti all’università con grandi sacrifici loro e delle loro famiglie e sono tutti profondamente indignati e intimoriti dai toni utilizzati con una tale ed evidente arroganza. Quegli stessi giovani sono ragazzi e ragazze che sacrificano il tempo libero e le poche risorse di cui dispongono per mettersi a disposizione della propria comunità mettendoci la faccia e senza paure.

E lei cosa fa? Lei denigra deliberatamente, consapevolmente ed inspiegabilmente un movimento giovanile politico che lavora quotidianamente, studia, si dedica al territorio ed è orgoglioso di far parte del proprio movimento politico perché ne condivide idee e programmi. Ci aspettiamo dunque (e forse sbagliamo) delle scuse vere. In caso contrario lei si qualificherà come un uomo, un giornalista e un direttore di giornale a cui non piacciono le persone che la pensano diversamente da lei e che ragionano liberamente nella più totale convinzione che il loro parere sia rispettato esattamente nella medesima maniera nella quale noi rispettiamo le sue posizioni. O forse lei può.. e noi no?

Certo, c’è un ultima cosa, la più grave, su cui non possiamo passare sopra. Nessuno può permettersi di accusarci di essere strumento di messaggi veicolati in modo mafioso. Vogliamo esprimerle il nostro dispiacere, ci sentiamo offesi gratuitamente, destinatari di gravi denigrazioni e non c’è scoop o “mi piace” su un social network che giustifichi il suo atteggiamento. Viva la Sardegna, viva la Libertà”.


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