Gino Zedda, storico sarto del Corso Vittorio: “Qui ormai passano solo is merdonas”

Blatte e topi, non auto: ecco il Corso di Cagliari “misurato” da Gino Zedda, 85 anni, tra i sarti più famosi di tutta la Sardegna: “L’aria che tira è mortuaria, il sindaco non penso che utilizzi la bicicletta per salire nel Largo e a Stampace”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA. Cosa ne pensate?

“Le automobili? Non ne passano più, ma le blatte e i topi non mancano. Is merdonas”. Utilizza la tagliente ironia – ironia fino a un certo punto – che lo contraddistingue da sempre, Gino Zedda. Ottantacinque anni, dal 1953 è uno dei sarti più famosi della città – tanti gli abiti di Alter nos di Sant’Efisio realizzati – ed è conosciuto in tutta la Sardegna. Memoria storica, nel vero senso della parola: quando nel 1943 la città veniva distrutta dalle bombe, lui c’era. E c’è anche oggi, con il Corso Vittorio che si preprara a “riabbracciare” il pullman della linea 1 ma che, contemporaneamente, soffre di un isolamento decisamente marcato: “Il bus, se non passa da piazza Yenne, non serve. Non sono a favore della pedonalizzazione, stiamo scherzando? Hanno chiuso una parte della Statale 131, visto che inizia proprio dalla statua di Carlo Felice”, dice il sarto.

 

“L’aria che tira è veramente mortuaria, non passa nessuno. Conosco molte bene il Corso, prima avevo l’attività all’inizio”, cioè vicino a piazza Yenne, ndr, “da quando il bus non passa più ho registrato un calo di affari del settanta per cento. I miei clienti di altri rioni mi chiedono come possono fare per raggiungermi, devo far loro da Cicerone. Cosa devono fare”, domanda, tagliente, Zedda, “prendere la bicicletta? Anche quella è una commedia, Cagliari è tutta un saliscendi, non è come Quartu”. E giù la stilettata al primo cittadino, con il quale sembra avere in “comune” solo il cognome, non certo l’idea del nuovo Corso Vittorio: “Il sindaco sale in bici nel Largo Carlo Felice o a Castello? Vorrei vederlo”.