“G.A.P. Gioco d’azzardo patologico” in scena a Quartu

Rassegna Amori da Palcoscenico


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Giorni di ordinaria follia, per un uomo imprigionato in una spirale di debiti e bugie, ormai incapace di resistere al fascino pericoloso delle poker machines: s’ispira alle cronache e alle testimonianze dei protagonisti “GAP – Gioco d’Azzardo Patologico”, lo spettacolo del Teatro del Segno in cartellone giovedì 12 settembre alle 21.30 nel cortile delle ex Caserme Mura (in via Roma 30) a Quartu Sant’Elena per la rassegna Palcoscenici d’Estate/ Teatro e Società – Città di Quartu 2013.

La pièce scritta, diretta e interpretata dall’attore e regista Stefano Ledda descrive la drammatica discesa all’inferno del protagonista, quando un semplice passatempo da bar, con cui ingannare la noia dell’attesa, si trasforma in ossessione e neppure le immancabili e crescenti perdite riescono a “guarirlo” da quella dipendenza insinuatasi come per caso e diventata ben presto centrale nella sua vita, fino a distruggerla. Una storia estrema, all’apparenza, ma sempre più comune in una società votata al piacere e all’apparenza, dove il piccolo brivido del rischio o la speranza di poter cambiare la propria vita con un giro di carte, o una scommessa fortunata – non necessariamente, eppure sempre più spesso – finiscono per travolgere intere esistenze, tra proliferare di sale da bingo, slot machines e videopoker, in cui una folla di casalinghe, pensionati e perfino disoccupati, accanto a impiegati, imprenditori e studenti dilapidano stipendi, sussidi e pensioni.

Paradossalmente ma non troppo la seduzione del gioco d’azzardo, l’illusione di vincite milionarie funziona anche in tempo di crisi, dando vita a un busines che vale miliardi: solo in Italia dai 14,3 miliardi del 2000 si è arrivati ai 79,9 miliardi di euro fatturato del mercato legale del gioco nel 2011 (la stima per il 2012 è di 94 miliardi), a cui si devono aggiungere i 10 miliardi di euro di fatturato illegale. Nel Belpaese accanto alle opere d’arte si trovano ben 400mila slot machine, quindi una macchinetta “mangiasoldi” ogni 150 abitanti, densità seconda solo all’Australia, e la spesa procapite è di 1260 euro.

L’eterna fiera da paese dei balocchi ha in realtà costi sociali altissimi (e in aumento); l’allarme lanciato dai sindaci e dalle Asl – ormai il gioco d’azzardo patologico rientra a pieno titolo tra le “dipendenze non da sostanza” – è un chiaro segnale, ma non basta a fermare un sistema complesso e redditizio tra i cui beneficiari c’è pure lo Stato.

“GAP – Gioco d’Azzardo Patologico” – che giovedì 12 settembre chiude la mini-rassegna Palcoscenici d’Estate firmata Teatro del Segno e incastonata nel ricco programma di Quartu Colora l’Estate 2013 (a cura dell’amministrazione comunale) – rappresenta un viaggio nei labirinti della mente e del cuore umano, attraverso il racconto del protagonista, quasi un diario di una passione fatale capace di vincere l’amore per la sposa e superare la sfera degli affetti, in una distorsione della realtà e dei valori, ma pure del senso stesso dell’esistenza. Una storia particolare in cui s’intrecciano verità e invenzione, o meglio la somma e la sintesi di tante vicende simili eppure diverse, dagli esiti (im)prevedibili, ma quasi inevitabilmente amari: una storia di perdizione e (forse) redenzione, un cammino difficile e arduo per riconquistare dignità e equilibrio, e ritrovare se stessi.

Una vicenda emblematica, narrata in prima persona, in cui è facile riconoscersi o ritrovare – nella fragilità, nell’ansia di felicità e nell’illusione della forza, più ancora che nella specificità degli eventi – frammenti di un’umanità troppo facilmente soggetta alle tentazioni – non solo tra le vittime del demone del gioco. Opera multimediale – con i video di Andrea Lotta, e una claustrofobica “colonna sonora”, che è parte integrante della scrittura drammaturgica, e i riflessi di luce sullo schermo – “GAP – Gioco d’Azzardo Patologico” (con la preziosa consulenza scientifica dello psicologo e psicoterapeuta Rolando De Luca, responsabile del Centro di Terapia di Campoformido (UD) per ex giocatori d’azzardo e le loro famiglie) restituisce con la forza icastica e il pathos del teatro la dimensione tragica ma anche la speranza della catarsi, le profonde contraddizioni, ma anche le aspirazioni e la quotidiana fatica di vivere.

INGRESSO LIBERO

La seconda edizione di “Palcoscenici d’Estate” a Quartu Sant’Elena, incentrata sul binomio “Teatro e Società”, è stata organizzata dal Teatro del Segno in collaborazione con il Comune di Quartu, e si inserisce nel cartellone di Quartu Colora l’Estate 2013.