Fusione dei comuni: ecco la lettera del Presidente Anci ai sindaci

Ecco il Comunicato Stampa ANCI Sardegna relativo alla lettera inviata stamane ai Sindaci dal Presidente Pier Sandro Scano, riguardante la proposta di legge presentata alla Commissione Affari Istituzionali della Camera da 20 parlamentari del PD sulla fusione di Comuni sotto i 5000 abitanti

Si riporta la lettera inviata stamane ai Sindaci della Sardegna dal Presidente Pier Sandro Scano (foto), relativa alla la proposta di legge presentata alla commissione Affari Istituzionali della Camera da 20 parlamentari del PD.  

“Caro Sindaco, ha suscitato un notevole scalpore, nei giorni scorsi, la proposta di legge presentata alla Commissione Affari Istituzionali della Camera da 20 parlamentari del PD, in cui si propone che “il limite minimo di abitanti perché possa esistere un comune è fissato nella soglia di 5.000 abitanti”.

  Un progetto di legge che, ove venisse approvato, obbligherebbe le Regioni a legiferare sulla fusione obbligatoria di tutti i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.  Come ANCI Sardegna abbiamo detto, senza mezzi termini, che si tratta di una proposta folle e strampalata e come comuni sardi respingiamo tale iniziativa, che nasce presumibilmente dalla voglia di visibilità di un gruppetto di deputati.

La proposta di legge, ciò va sottolineato con estrema chiarezza, non ha alcuna incidenza reale ed è destinata a sicuro insuccesso, soprattutto in considerazione del fatto che è in pieno svolgimento un tavolo di confronto Governo – ANCI, nel quale è in discussione la nuova normativa sulla gestione associata delle funzioni, sulle Unioni di comuni e in generale sul riordino del potere locale. Con buona pace dei venti peones si sta andando in tutt’altra direzione.  

ANCI Sardegna sta partecipando attivamente al confronto in atto a livello nazionale e come è ben noto siamo da sempre nettamente contrari alle politiche di fusione dei piccoli comuni e lavoriamo invece nella linea della cooperazione e dell’associazionismo, conservando e valorizzando l’identità e l’autonomia delle comunità locali. A maggior ragione in un momento in cui siamo in prima linea, nell’interesse generale della Sardegna e dell’Italia, per contrastare l’allarmante fenomeno dello spopolamento dei piccoli comuni e della Sardegna interna e per difendere i servizi essenziali per i territori e per garantire la parità di diritti e di opportunità per tutti i cittadini sardi, a prescindere dal luogo di nascita.”

Pier Sandro Scano  
Cagliari, 11 febbraio 2015