Francesco, padre separato: “Umiliazione e rivalsa: Beppe non mollare”

Il commento di un nostro lettore, anche lui padre separato. E voi, cosa ne pensate? Raccontateci le vostre esperienze

“Desidero esprimere riconoscenza per l’articolo pubblicato oggi. Non tutti i media dedicano il dovuto interesse al fenomeno dell’alienazione parentale dove, dati alla mano, oltre ai danni provocati ai minori figli di genitori separati, si evince che il genere maschile (circa l’80% in proporzione rispetto al genere femminile) subisce i maggiori danni quasi totalmente irreparabili. A “Beppe” rivolgo la mia solidarietà; voglio anche indirizzargli un’esortazione: non mollare! Combatti per il mantenimento diretto di tuo figlio con affido condiviso. Per quanto riguarda le case, fai in modo che non restino a lei! Non è giusto che i sacrifici di una vita vengano resi vani da una persona egoista e disfattista che sperpera a suo piacere quanto da te guadagnato magari a beneficio di tuo figlio.

Io combatto questa battaglia da 4 anni, e avverto tutti i sintomi della disfatta e dell’umiliazione. Sento dentro di me il logorio dell’anima. In sintesi: tradito, tentativo di privazione dei figli (mio figlio minorenne ha espressamente dichiarato alla giudice di voler vivere con me perché reputato più idoneo), soldi buttati tra avvocato e mantenimento che ancora devo corrispondere (del mio stipendio mi restano 150 euro), e visione di un futuro grigio… il sentimento di rivalsa che provo è incolmabile…. “Se questo è un uomo”.

Francesco


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