Francesca di Cagliari, la non vita senza cannabis: “Dolori e vomiti per colpa dell’ignoranza”

Francesca Valguarnera, 48 anni, ha una sclerosi sistemica. I dolori all’apparato gastrointestinale la portano a non vivere: “Con la cannabis terapeutica sto molto meglio, ma i medici non la prescrivono perché dicono che non possono, è falso. Regione, batti un colpo”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA e i segni sul corpo che la donna è costretta a portare

Francesca Valguarnera ha 48 anni, è di Cagliari e fino a qualche anno fa faceva la fisioterapista. Una sclerosi sistemica, con tanto di dolori lancinanti allo stomaco e all’intestino e una brutta fibromialgia la costringono a dover “non vivere”. Per alleviare i quotidiani supplizi Francesca fa uso di cannabis terapeutica. Meglio, faceva: “Ottenere le dosi adatte è impossibile, i medici non te la prescrivono perché dicono che non possono, ma è falso, l’Ordine dei medici ha pure tenuto un corso sull’argomento e ha fornito tutte le istruzioni per poterla dare dietro ricetta. In Italia la cannabis terapeutica la produce solo l’Istituto farmaceutico militare di Firenze”. Oltre loro, nessuno: “Sennò arriva dall’estero, dall’Olanda e dal Canada. I quantitativi”, spiega la Valguarnera, “sono decisi in base alle risorse messe in Finanziaria, non alle reali necessità delle persone”.
L’ultima volta che ha provato a ottenere la “dose” di cannabis terapeutica, la 48enne ha dovuto attendere oltre due mesi: “La mia vita era dal divano al bagno per vomitare, a causa dei dolori fortissimi provocati alla mia malattia. Ho preferito lasciare il quantitativo, abbastanza basso, al prossimo in turno, sperando che fosse un bambino, e che quindi quel dosaggio potesse essere più utile a lui, penso per esempio ai piccoli che soffrono di epilessia”. L’appello principale, la Valguarnera, la rivolge alla Regione: “Può fare una nuova legge, la cannabis non è la canna”, afferma decisa, “ma si tratta di decotti, gocce, pomate, supposte, ovuli vaginali”. Tutti utili a lenire i dolori di molte malattie: “L’Italia si deve slegare dal concetto che, quando si parla di cannabis, si parla di fumare. No, ci sono tantissimi altri modi, molto più sani, per utilizzarla”.


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