Cagliari, addio bimbi e famigliole: al parco della Fonsarda “sbandati accampati, spaccio e atti osceni”

Il caso in consiglio comunale. Sorgia: “Giorno e notte, alcuni migranti utilizzano le panchine del piccolo parco lasciando i propri bisogni sul prato e così pure gli avanzi alimentari e si lavano nella fontanella sita sul prato”

Aperto da due anni, il nuovo parco della Fonsarda è diventato un accampamento di sbandati che si lavano nella fontanella e sfruttano gli angoli del giardino come bagni a cielo aperto e, segnalano i residenti “un luogo di spaccio e dove si consumano atti osceni”. Il caso è finito in consiglio comunale. Il giardino  inaugurato nel 2016 tra via Giudice Chiano e via Giudice Guglielmo, frutto di un protocollo d’intesa siglato tra Provincia e Comune di Cagliari è stato intitolato al botanico Siro Vannelli per il suo lavoro di una vita per il verde in città.

Ma ora “numerosi i residenti si lamentano del fatto che giorno e notte, alcuni migranti utilizzino le panchine del piccolo parco lasciando i propri bisogni sul prato e così pure gli avanzi alimentari e si lavano nella fontanella sita sul prato antistante”. A nulla, secondo Sorgia, le segnalazioni spedite all’assessore al Verde pubblico Frau e all’indirizzo whatsapp del Comune.

“Passeggiare all’interno del parco Vannelli è diventato impossibile”, aggiunge Sorgia, “per la presenza di vari escrementi, e questo non è certo un bel biglietto da visita per i turisti, i cittadini e soprattutto i bambini che lo frequentano. l degrado permane ed aumenta ogni giorno di più, e spesso e volentieri capita, così come lamentato dai fruitori del parco, che il denudarsi per poter espletare i propri bisogni fisiologici avvenga persino davanti ai bambini”.

“La situazione è critica da un anno”, spiega Manuel Tuveri, abitante di via Giudice Guglielmo, “prima un africano che dopo aver lasciato villa Asquer si era trasferito su una panchina del parco, che utilizzava per dormire e spacciare, impossessandosene. E dopo il suo allontanamento sono arrivate al tre persone, africani e asiatici che, ancora oggi, utilizzano il parco come bivacco. Secondo alcuni residenti l’attività di spaccio va avanti e c’è chi ha segnalato anche atti osceni in luogo pubblico. Il parco”, conclude, “purtroppo è sempre meno frequentato dalla famiglie. Noi vorremo che il Comune lo restituisse ai cittadini”.

I residenti della zona hanno suggerito a Frau e agli uffici  competenti, la necessità di guardiania e la presenza di un bagno chimico, per conservare il decoro all’interno del parco.


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