Fondi alle associazioni culturali a Cagliari, Piroddi: “Contro di me la macchina del fango”

Contributi all’associazione Atlantide, l’assessore alla Cultura si difende: “Mi sono dimessa l’anno scorso, prima delle comunali. Loro hanno partecipato al bando e io non ho interferito in alcun modo. Le consigliere cercano visibilità”. Mulas e Soru: “Condotta politica inopportuna e sconveniente”

“Mi sono dimessa da Atlantide l’anno scorso, prima delle comunali. Loro hanno partecipato al bando e io non ho interferito in alcun modo. Le consigliere che mi attaccano hanno distorto le informazioni”. Così l’assessore alla Cultura Paola Piroddi, con lungo post su Facebook risponde  all’interrogazione diffusa dalle consigliere Mulas e Soru che avevano attaccato l’esponente della giunta Truzzu per i fondi concessi dall’amministrazione comunale a un’associazione fondata dall’assessore. “Negli ultimi tempi gli attacchi nei miei confronti hanno travalicato ogni limite e mi hanno portato ad un’amara constatazione: la politica, quando non dialoga su temi concreti e si concentra su macchine del fango, giunge alle soglie di un Palazzo di Giustizia”, replica la Piroddi.

“Succede in politica che l’opposizione cerchi a tutti i costi un po’ di visibilità.

Ho atteso in silenzio che si concludessero le verifiche che solo gli organi competenti sono titolati a fare.

Ma ora è il tempo della verità. Nell’aprile 2019, ben prima delle elezioni comunali a Cagliari e della mia nomina ad assessore, a seguito delle mie formali dimissioni, l’associazione Atlantide, da me fondata nel lontano 2005 col nome di Atlantide l’isola dei Bambini, ha sostituito l’intero direttivo come da verbale registrato presso l’Agenzia delle Entrate alla data del 27 maggio 2019. E la sottoscritta non ha neanche rinnovato la sua adesione in qualità di socio cessando totalmente ogni rapporto.

Ulteriori variazioni succedute alle mie dimissioni e sulle quali si basano le accuse nei miei confronti, sono atti successivi che ormai non mi riguardavano più.

Gli atti sono in possesso delle consigliere Mulas Fiori e Soru, non in virtù di chissà quali doti d’inchiesta ma perché forniti, con un riscontro totale e tempestivo, dal mio stesso Assessorato, dato che nessuno aveva nulla da temere o nascondere. Peccato che la ricerca delle consigliere si sia basata sull’ultimo atto depositato dall’associazione che rappresenta varianti avvenute successivamente alla mia cessazione di ogni rapporto con l’associazione certificata all’agenzia delle entrate in data 27 maggio 2019.

Relativamente allo specifico contributo previsto per l’associazione culturale Atlantide, espongo con la trasparenza di sempre che, così come non potevo e non ho interferito con la componente tecnica, in favore di alcuno, non potevo ovviamente interferire per penalizzare una qualsiasi associazione legittimata dal diritto a partecipare al medesimo bando ad evidenza pubblica, solo per il fatto che, in passato, ho rappresentato un pezzetto della storia associativa.

Ci tengo a precisare che ogni qualvolta mi sia stato presentato un progetto da finanziare ho sempre risposto che occorresse partecipare a un bando pubblico.

Tale risposta è stata data anche alla associazione Atlantide, così come a tutte le altre associazioni.

Riguardo, invece, lo specifico “Premio Navicella”, non è mio compito entrare nel merito di fatti che non riguardano la mia persona, e neanche la mia carica di Assessore.

Sarà il suo rappresentante a chiarire la propria posizione nelle modalità e nei luoghi che riterrà più opportuni.

Di certo, le verifiche effettuate hanno dimostrato la correttezza della procedura adottata.

Per quanto mi riguarda, in passato, come si evince dal mio curriculum che ho pubblicato all’insegna della trasparenza senza omettere nulla, ho collaborato con tante associazioni culturali, sportive, di volontariato, in Sardegna e fuori isola.

È chiaro che le informazioni fornite dai miei stessi uffici siano state volutamente distorte, con toni e modalità che mai apparterranno al mio modo di fare politica.

Ci sono domande poste dalle consigliere le cui risposte si trovano nel bando che le stesse dimostrano, ahimè, di non conoscere.

Il resto della discussione è stato artificiosamente focalizzato su un’associazione il cui presidente non nasconde la sua appartenenza politica, così come non la nascondono i tanti beneficiari, di questo e di tanti altri bandi precedenti, che hanno firmato i proclami pro sindaco Zedda o pro candidata Ghirra.

Io sono l’assessore di tutti e vorrei premiare progetti di qualità.

Viviamo in tempi difficili ma ciò nonostante i fondi destinati alla cultura sono stati tantissimi, quanto è più di quelli di città come Roma, Firenze o Milano.

L’appartenenza politica, in un senso o nell’altro, non mi riguarda e queste guerre le lascio fare a chi non ha altri argomenti”.

In serata arriva la replica delle consigliere Francesca Mulas e Camilla Soru: “Non è la prima volta che l’assessora minaccia azioni legali nei nostri confronti. E’ molto grave: come consigliere di opposizione abbiamo il dovere di controllare l’operato dell’amministrazione ed eventualmente chiedere spiegazioni su fatti poco chiari. E infatti abbiamo posto domande su una procedura su cui abbiamo perplessità, sentirci continuamente minacciate di querela è inaccettabile. Lo abbiamo fatto citando i documenti, e quella che l’assessora chiama “macchina del fango” è una lecita richiesta di trasparenza sull’associazione fondata da Paola Piroddi e da lei presieduta fino a poco tempo fa, rimasta inattiva per anni e riesumata per partecipare a un bando del Comune. I nostri dubbi sono alimentati anche dal fatto che la notizia che l’assessora abbia fondato Atlantide nel 2009 sia stata cancellata dal curriculum recente, dove invece compaiono notizie dettagliatissime sul resto. Quanto al nuovo presidente non è semplicemente un collega di partito, ma persona molto presente nell’attività dell’assessora, lo abbiamo visto con lei in assessorato e presenziare ai lavori delle commissioni e del Consiglio. Non bisogna essere di sinistra per capire che questa è una condotta politica decisamente inopportuna e sconveniente”.


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