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Fondi ai Gruppi, dopo la bufera giudiziaria tremano i 33 indagati

di Redazione Cagliari Online
20 Giugno 2017
in cagliari, centro-storico

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La custodia cautelare resa necessaria dall’inquinamento probatorio. Le manette scattate oggi per due consiglieri e un imprenditore si basano sulla presentazione di fatture false per giustificare le spese sostenute con i fondi del Gruppo del Consiglio regionale e con il tentativo degli indagati “di una insidiosa attività di inquinamento probatorio, con riguardo sia ai documenti che alle fonti testimoniali”.

Queste le parole del gip del Tribunale di Cagliari, Giampaolo Casula, che aggiuge nell’ordinanza: “Si è dimostrato – che il comportamento tenuto dagli indagati fin dal momento delle illecite appropriazioni è stato sempre finalizzato a creare una apparente regolarità contabile e a rendere ardua qualsiasi successiva verifica. Hanno agito con spregiudicatezza e impudenza – emerge dall’ordinanza firmata dal gip – i consiglieri Carlo Sanjust e Mario Diana e l’imprenditore Riccardo Cogoni.

La personalità degli indagati, quale emerge non solo dalla condotta finora realizzata e quindi dalle modalità e circostanze dei fatti, ma anche dalla spregiudicatezza con cui risultano commessi i reati per i quali si procede, e dall’impudenza con la quale hanno iniziato e proseguito a fare quanto necessario per occultare, o comunque inquinare le prove dell’intera operazione, costituisce indice di pericolo concreto di reiterazione di condotte criminose della stessa specie di quelle per cui si procede. Tra l’altro – si legge nelle pagine dell’ordinanza –  i consiglieri indagati non hanno esitato a coinvolgere soggetti estranei per occultare le plurime e ripetute appropriazioni illecite”. 

Nel dettaglio, agli inquirenti sarebbero stati consegnati documenti contraffatti. Falsificati per giustificare alcune prestazioni occasionali da oltre mille euro. Una presunta attività di inquinamento probatorio sarebbe la comparsa improvvisa di un televisore nella stanza dell’onorevole Onorio Petrini. Presenza saltata subito agli occhi di alcuni dipendenti. Si tratterebbe di uno degli apparecchi acquistati insieme ad altri con i fondi del Gruppo. Ma ci sono altri sei televisori tra le spese del gruppo Pdl in consiglio regionale della Sardegna.

Gli indagati nell’ambito dell’inchiesta sono in tutto 33. Una bufera giudiziaria che fa tremare chi adesso è iscritto nel registro della Procura. Assieme a Diana e Sanjust , infatti, avevano ricevuto avvisi di garanzia altri consiglieri regionali, fra i quali ex componenti, nella scorsa legislatura, dei gruppi Ds, Margherita e Progetto Sardegna.

Fra gli indagati figura anche l’europarlamentare Francesca Barracciu (Pd), candidata alla presidenza della Regione Sardegna, e gli attuali deputati del Pd Marco Meloni (eletto in Liguria) e Francesco Sanna (eletto in Sardegna). Gli interrogatori dei tre esponenti del Pd, convocati in procura a fine ottobre, sono stati differiti su richiesta dei rispettivi legali.

Nell’ambito della prima inchiesta per peculato, sempre condotta dal pm Cocco, sono già a giudizio venti consiglieri regionali della passata legislatura, fra i quali l’ex capogruppo dell’Idv Adriano Salis, che ha optato per il rito abbreviato e per il quale l’accusa ha chiesto una condanna a tre anni e l’ex senatore del Pdl Silvestro Ladu (al quale sono state contestate spese improprie per 250mila euro quando era capogruppo in Consiglio regionale della formazione “Fortza Paris”).

Tags: arresticonsiglieri regionalifondi ai gruppiindagati
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