Fine delle lacrime per i parenti dei morti al Brotzu: “Decessi accertati entro 20 minuti”

Mai più lunghe e insopportabili attese, con tanto di disperazione per chi ha perso il proprio caro e rischia di non poterlo vedere un ultima volta, con disagi anche per le agenzie funebri. Dopo varie lamentele e articoli il cambio di rotta, già realtà: basta un elettrocardiogramma piatto. Ma ci sono delle eccezioni: ecco quali


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Stop alle lunghe e estenuanti attese, da parte dei parenti dei defunti al Brotzu. Dopo varie lamentele e articoli, dai vertici dell’azienda è arrivata la decisione di modificare le regole sulle procedure di accertamento della morte. Il defunto, già da settembre, viene sottoposto ad un elettrocardiogramma per 20 minuti consecutivi: se non viene registrata alcuna attività cardiaca allora il corpo si può considerare “liberato”. Come annunciano dallo stesso Brotzu, si tratta di una “metodica applicata da settembre dello scorso anno e che ha notevolmente semplificato l’impegno dei famigliari nell’organizzare l’ultimo viaggio terreno dei propri cari. Ci sono però dei casi in cui la procedura non può essere applicata: per esempio se si presentano delle imperfezioni nel tracciato elettrocardiografico, le cui cause possono essere ricondotte al malfunzionamento degli elettrodi che non hanno aderito bene alla cute o perchè il letto sul quale giaceva il paziente ha subìto, accidentalmente, uno spostamento”. Ecco, allora, che si rende necessario procedere con il periodo di osservazione di 24 ore e con l’accertamento, così come stabilito dall’articolo 8 del regolamento di polizia Mortuaria, legge dello Stato, che consiste nel tenere il cadavere in un luogo in cui le condizioni ambientali non ostacolino forme di ripresa di vita, manifestazioni vitali, per appunto 24 ore, che salgono a 48 nel caso di morte improvvisa.
La visita necroscopica, che è quella che ha la finalità di dichiarare la certezza della morte, deve essere eseguita dal medico necroscopo non prima della 15 ora e non oltre le 30 ore dal decesso. “Il medico per fare ciò deve visitare il cadavere e andare a cercare l’unico segno certo di morte che sono le macchie ipostatiche dal colore violaceo, le quali si formano perchè il sangue non circolando più si deposita nelle regioni declivi del corpo, quindi posteriormente se il cadavere è in posizione supina, anteriormente se il cadavere è prono. Macchie che si rendono evidenti tra la dodicesima e diciottesima ora dalla morte e che possono essere individuate dal medico solo se il defunto è svestito. Altro compito del medico è quello di escludere che nel corpo vi siano segni lesivi che possano far ipotizzare un maleficio, in caso contrario deve avvertire l’autorità giudiziaria. Anche in questo caso l’assenza di vestiti è fondamentale. Pertanto, l’eccezione alla regola delle 24 ore di osservazione è rappresentata dall’accertamento strumentale, anche questo previsto dall’articolo 8 del regolamento di polizia mortuaria. Eccolo: “Nessun cadavere può essere chiuso in cassa, né sottoposto ad autopsia, a trattamenti conservativi a conservazione in celle frigorifere, né essere inumato, tumulato, cremato, prima che siano trascorse 24 ore dal momento del decesso, salvo i casi di decapitazione o di maciullamento e salvo quelli nei quali il medico necroscopo avrà accertato la morte anche mediante l’ausilio di elettrocardiografo la cui registrazione deve avere una durata non inferiore a 20 minuti primi”.


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