Finanziamenti ancora ridotti per le piccole imprese sarde

In Sardegna calano i prestiti alle imprese artigiane: -1,7 per cento dei finanziamenti (14 milioni in meno rispetto al 2015)

Finanziamenti ancora ridotti per le
piccole imprese sarde: -1,7% e -14 milioni rispetto allo scorso anno.
Folchetti e Mameli (Confartigianato): “Segnale negativo per uscita dal
tunnel della crisi”. Costo del denaro alle stelle a Carbonia-Iglesias:
9,44% contro il 4,18% di Oristano

In Sardegna calano i prestiti alle imprese artigiane. Negli ultimi 12
mesi il comparto ha perso l’1,7% dei finanziamenti (14milioni in meno
rispetto al 2015), attestandosi a 844milioni di euro erogati contro i
circa 12 miliardi stanziati per l’intero sistema produttivo isolano.
All’artigianato, rappresentato da oltre 35mila imprese (il 21,7% del
totale delle attività imprenditoriali sarde), è andato solo il 7% del
totale dei finanziamenti.

Preoccupante anche la situazione del costo del denaro: gli
imprenditori sardi pagano il 1,52% in più (152 punti base) rispetto
alla media nazionale. L’isola è quarta, dopo la Calabria, il Molise e
la Sicilia, con un tasso medio del 6,14%, anche se in calo di 90 punti
base rispetto al 2015. Il gap della nostra regione rispetto alla media
Italia è di +152 punti base.

Allarme anche dai territori: la continua contrazione dei prestiti
(l’Ogliastra e il Medio Campidano sono quelle che hanno subìto di più
(-5,5% per la prima, e -5,1% per la seconda) e l’aumento costo del
denaro (il tasso maggiore lo si ha a Carbonia-Iglesias con il 9,44%
contro il 4,81% di Oristano), ne stanno compromettendo il rilancio.

E’ questo ciò che emerge dall’ultima analisi dell’Osservatorio di
Confartigianato Sardegna per le MPI, “Trend del credito alle imprese
artigiane 2016”, su dati di Artigiancassa e Banca d’Italia.

“I cordoni della borsa per le imprese artigiane sarde sono sempre più
stretti e la condizione creditizia non migliora – affermano la
Presidente e il Segretario Regionale di Confartigianato Imprese
Sardegna, Maria Carmela Folchetti e Stefano Mameli –purtroppo il
finanziamento alle piccole realtà resta, ancora legato alla percezione
di un credito ad alto rischio e quindi la dinamica di queste
erogazioni resta frenata. Invece, spesso, l’impresa artigiana
necessita di finanziamenti molto ridotti e quindi poco appetibili dal
sistema bancario che lavora più sulle grosse somme”. “Il perdurare
delle difficoltà di accesso ai finanziamenti – sottolineano Folchetti
e Mameli – è un brutto segnale rispetto a una possibile uscita dal
tunnel della crisi. In mancanza di una ripresa degli investimenti,
infatti, le nostre imprese, soprattutto nel manifatturiero, resteranno
penalizzate nella competizione globale, non aiutate anche da un euro
forte che si aggiunge alle difficoltà generate ancora dai ritardi nei
pagamenti”.

Il credito alle imprese nei territori

A livello provinciale, come detto, si registra una flessione
generalizzata delle erogazioni. Come anticipato, netto il calo in
Ogliastra con un -5,5% rispetto al 2015 e affidamenti per 29 milioni
di euro. Secondo posto per il Medio Campidano con -5,1% e 42 milioni
di credito. Seguono Nuoro (-4,1% e 98 milioni), Carbonia-Iglesias
(-3,8% e 45 milioni), Olbia-Tempio (-2,1% e 148 milioni), Cagliari
(-0,3% e 233 milioni), Oristano (-0,3% e 77 milioni) e Sassari (-0,1%
e 173 milioni).

Il costo del denaro in regione e nelle province

Tra le province, nelle prime 12 posizioni nazionali ne troviamo 4
sarde: al primo posto assoluto Carbonia-Iglesias con il 9,44% e un gap
di +482 punti base rispetto alla media nazionale. Al terzo posto
l’Ogliastra con l’8,25% (gap di +363 p.b), al settimo Olbia-Tempio con
un tasso del 7,71% (gap +309 p.b.) e dodicesima Sassari con un tasso
del 7,31% (gap.+269 p.b.). Seguono Medio Campidano (6,22% e +160
p.b.), Nuoro (5,80% e +118 p.b.), Cagliari con il +5,39% e +77 p.b. Le
condizioni migliori a Oristano  con un tasso del 4,81% e + 19 punti
base in più rispetto alla media nazionale. A Bolzano le condizioni
migliori: 3,61 e -101 p.b.) con una media italiana del 4,62% e -42
p.b. rispetto al 2015

“E’ incredibile che tra una impresa di Carbonia e una di Oristano, ci
sia un divario del 4,63% del costo del denaro – riprende  la Folchetti
– e appare assurdo che una azienda del Sulcis possa pagare un
finanziamento il 5,83% in più rispetto a una di Bolzano”.

Il peso del credito all’artigianato sul totale del credito alle imprese sarde

Nella nostra regione il peso del credito all’artigianato
sull’ammontare dei prestiti erogati al totale delle imprese, supera la
media nazionale: 7% contro il 4,9% italiano. Focalizzando i dati sulle
province, si rileva che ai primi due posti della classifica troviamo
l’Ogliastra con il 12,5% e Carbonia-Iglesias con il 12,2%. Seguono
Oristano con il 9,6% e Sassari con l’8,8%.

“Per migliorare le condizioni di accesso al credito da parte delle
piccole imprese – proseguono la Presidente e il Segretario – la
necessità di rilanciare il ruolo dei Consorzi Fidi che in questi anni
di crisi hanno prestato garanzie per centinaia di migliaia di euro”.
“La riforma dei contributi regionali al Fondo Rischi dei Confidi sulla
quale Confartigianato aveva espresso da subito forti perplessità –
concludono – non sta riuscendo a dar il suo contributo per
l’attenuazione di questa problematicità”.


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