Fiera di Cagliari, trattori e giostre poi il declino: nel futuro hotel, food e sbocco sul mare

Archiviata dopo decenni la tradizionale visita del 1° maggio agli stand del quartiere fieristico. Negli ultimi anni il drastico calo dei visitatori. Poi lo stop improvviso. Regione, Comune, Porto e Camera di Commercio al lavoro per il rilancio del polo di viale Diaz. Ecco il progetto

Si interrompe dopo 70 anni la tradizione del primo maggio alla Fiera. Un’abitudine consolidata per tantissime persone di Cagliari e provincia dal dopoguerra fino ai primi anni del nuovo millennio. Il declino negli ultimi tempi è apparso inesorabile. Fino alla chiusura di questi giorni col rinvio a novembre della manifestazione “Gusto in Fiera”. Trattori e giostre probabilmente non torneranno più. In futuro la Fiera sarà aperta tutto l’anno, magari con un hotel e spazi espositivi dedicati all’enogastronomia. Spazio anche a concerti e grandi eventi e via al collegamento col vicino porticciolo.

Il complesso della Fiera dell’area di Su Siccu, da 70 anni di proprietà della Regione e gestito dalla Camera di Commercio, ha costituito, dal primo dopoguerra, un’importantissima risorsa per il sistema economico isolano, diventando un punto di incontro e di scambio tra operatori locali, nazionali ed internazionali di settori all’epoca strategici come l’agricoltura e l’edilizia. Non solo. L’abitudine di andare alla Fiera a visitare stand, padiglioni e parco giochi aveva conquistato tutti gli abitanti della città e dell’hinterland.

Poi il declino. Perché nel tempo, la Fiera Internazionale della Sardegna ha progressivamente perso il proprio ruolo nevralgico e non è riuscita più a stare al passo delle nuove esigenze del mercato fieristico internazionale. anche con la complicità della crisi dei settori trainanti nell’Isola quali agricoltura ed edilizia e dell’obsolescenza delle strutture esistenti. E oggi per poter rilanciare l’intero comparto serve un mucchio di quattrini.

Per individuare le soluzioni più adeguate al rilancio del quartiere di viale Diaz, nel 2008 l’Azienda Speciale Fiera Internazionale della Sardegna ha bandito un concorso internazionale di idee,  nell’ambito del quale sono state definite le potenzialità e le prospettive, adeguate agli scenari attuali e futuri della città

E per conseguire gl obiettivi, il 3 novembre 2017 è stato sottoscritto dalla Regione, dalla Città metropolitana, dal Comune di Cagliari, dall’Autorità portuale della Sardegna e dalla Camera di commercio di Cagliari un protocollo di intesa preliminare alla redazione di un Accordo di programma per la riqualificazione della Fiera.

Tanta la carne al fuoco: creazione di un polo espositivo permanente delle eccellenze enogastronomiche, agroalimentari, tecnologiche, artigianali, culturali del territorio regionale, anche con la possibilità di vendita dei prodotti di eccellenza;  rimodulazione degli spazi espositivi, al coperto e in piazzale, adeguati agli attuali indirizzi fieristici e la attuazione di eventi artistici e ricreativi;  creazione di un articolato polo congressuale capace di ospitare eventi di portata internazionale;  creazione di spazi destinati all’attività sportiva con integrazione dell’offerta anche attraverso il collegamento agli impianti presenti nelle aree adiacenti; creazione o rifunzionalizzazione di spazi da destinare a uso direzionale; supporto logistico alle attività di cui sopra con la realizzazione di una struttura ricettiva e di quant’altro dovesse rendersi necessario per il conseguimento delle medesime, collegamento pedonale con l’area turistico – portuale antistante per la realizzazione di sinergie tra le attività fieristiche e la nautica da diporto; risoluzione di tutte le questioni di natura tecnico-amministrativa connesse alla riqualificazione del compendio fieristico.

Il programma prevede anche da un hotel in grado di integrare l’offerta alberghiera cittadina.

Tra le nuove funzioni insediabili anche l’innovation hub, ovvero un’area dedicata al trasferimento tecnologico e start up entrepreneurship che andrebbe a dialogare, con una offerta differenziata, con gli operatori dello stesso settore già operativi in Sardegna, ad esempio, l’ex Manifattura Tabacchi con Sardegna Ricerche ed il Digital Innovation Hub. Sono poi previste soluzioni architettoniche in grado di rendere più permeabile il complesso fieristico con la città anche grazie alla diretta connessione pedonale con la vicina area del porto.

Un piano di sostenibilità finanziaria dovrà definire nel dettaglio le possibilità concrete di realizzazione del piano e servirà anche per chiedere i finanziamenti necessari all’Unione Europea.


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