Fibromialgia e alimentazione, le ricette giuste per dimagrire con la malattia del dolore

La fibromialgia è la malattia del dolore. Non’ facile da diagnosticare, non esistendo esami certi diagnostici specifici ne cure in grado di combatterla, puo’ essere tenuta sotto controllo anche con l’alimentazione

Fibromialgia e Alimentazione
A cura di Raffaella Aschieri
La fibromialgia è la malattia del dolore. Non’ facile da diagnosticare, non esistendo esami certi diagnostici specifici ne cure in grado di combatterla, puo’ essere tenuta sotto controllo anche con l’alimentazione. La fibromialgia colpisce in Italia circa due milioni di persone e appena un anno fa la Regione Sardegna, vista l’alta incidenza, ha infatti approvato all’unanimità una proposta di legge per garantire diagnosi e cure. La fibromialgia viene inquadrata come una malattia di natura reumatologica. La legge approvata in Sardegna istituisce il Registro regionale della fibromialgia per la raccolta e l’analisi dei dati clinici e sociali, al fine di rendere omogeneo e definito il percorso epidemiologico, inquadrare clinicamente le persone affette da tale patologia e rilevare le problematiche e le eventuali complicanze. Le cause della fibromialgia non sono note, ma è certo che traumi, eventi dolorosi e stress intensi possono scatenarla. Si presenta quando il sistema nervoso è ipersensibile e il dolore viene percepito in modo amplificato. I sintomi tipici sono dolori muscolari, stanchezza eccessiva, disturbi del sonno, ansia, sbalzi di umore.
A differenza della artrire remautoide non presenta infezioni. Per quanto concerne l’ alimentazione oggi si sa per certo che il dolore in presenza di fibromialgia aumenta quando si mangiano troppi zuccheri. Chi soffre di questo disturbo dovrebbe infatti adottare uno stile alimentare a basso indice glicemico, che preveda quindi un consumo ridotto di zuccheri semplici, come il saccarosio (il comune zucchero da cucina), e anche i dolci e le bevande che lo contengono, così come pane e pasta bianchi e tutti i cereali e derivati raffinati (privati della fibra) nocivi quanto gli zuccheri semplici. Anche carne rossa, cibi grassi e di origine animale, alimenti con additivi e fast food sono spesso alla base del dolore cronico. Fanno bene invece gli alimenti integrali, gli ortaggi, il pesce, le carni bianche e i legumi con i loro derivati. Anche le spezie, come la curcuma e lo zenzero, possono esser di grande aiuto in questi casi, grazie alla loro azione disintossicante, antiossidante e, fatto da non sottovalutare, anche brucia grassi.
Il sovrappeso secondo recenti studi puo’ essere un fattore di rischio scatenante per la fribromalgia. Un’indagine statunitense condotta da Akiko Okifuji dell’Univeristà dello Utah, ha osservato una maggiore incidenza della fibromialgia tra le persone in sovrappeso, al punto che questa condizione può essere considerata come uno dei fattori di rischio. Prima di tutto, il grasso corporeo fa aumentare la produzione di radicali che, oltre a favorire l’invecchiamento precoce, possono provocare dolori diffusi. Inoltre il grasso in eccesso immobilizza gli antiossidanti assunti con l’alimentazione, impedendo a queste sostanze benefiche di contrastare l’eccesso di radicali liberi, quindi gli stati infiammatori e il dolore che possono scatenare. E non solo, se si sono accumulati troppi chili, questi gravano su muscoli, ossa e articolazioni, generando ulteriore dolore. Chi soffre di fibromialgia deve necessariamente essere in normopeso e adottare uno stile alimentare adatto al disturbo quindi non penalizzante perche’ una dieta troppo proibitiva puo’ alterare negativamente l’umore e aumentare così la percezione del dolore.


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