Festa della Liberazione anche ad Assemini: “Dev’essere un momento di pace, sempre: no alle ideologie dominanti”

Settantaquattro anni dalla fine della guerra e dalla liberazione dell’Italia del nazifascismo, la lettera-riflessione del consigliere comunale di Assemini del Psd’Az Luigi Gigi Garau “I partigiani hanno combattuto contro l’occupazione nazifascista, poi è scattata una caccia all’uomo che sapeva tanto di regolamento di conti. Basta con i tabù”

“Da quel 25 aprile sembra trascorso un tempo immemorabile, invece sono ‘solo’ 74 anni che l’Italia celebra una ricorrenza che allora pose fine ad una durissima guerra civile che proprio nel nord del Paese fece miglia di vittime. Un’Italia ingarbugliata tra l’avanzata delle truppe alleate dal sud e il durissimo regime controllato dalla Germania nazista al nord, una frattura del Paese che ancora oggi insiste in termini economici e di sviluppo. In questi 74 anni di ricorrenze, nessuno o quasi, ha mai messo in discussione i termini e il periodo storico a cui sono legati i giorni della liberazione, degli intellettuali solo Giampaolo Pansa ha avuto il coraggio di raccontare quei momenti drammatici della nostra storia, visti con gli occhi degli attori non protagonisti, ovvero di questi cittadini che per ragioni di vario genere si trovarono da una parte anzichè dall’altra. Con il romanzo “Il sangue dei vinti” Pansa ha ritenuto dover dare un contributo storico da un punto di vista diverso, è vero che i partigiani hanno combattuto contro l’occupazione nazifascista dell’Italia ma è altrettanto vero che dopo la Liberazione, in diverse città è scattata una caccia a l’uomo che sapeva tanto di regolamento di conti. Insomma un altro tributo di sangue pagato da italiani che per un motivo o per un altro non erano allineati con l’ideologia dominante”.

“Questo scontro storico, per certi versi appare tabù, è infatti molto difficile riuscire a condividere serenamente un’analisi scevra da condizionamenti ideologici, specialmente in una certa sinistra italiana. Non è facile spiegare che il sacrificio dei liberatori ha contribuito, soprattutto sul piano politico, a ridare al Paese la sovranità perduta, ma questo passaggio non ha evitato una scia di vendette e regolamenti di conti, senza passare da una più logica contestazione delle responsabilità più consona a un paese democratico. Questa è la storia ed è anche la terribile logica di “piazzale Loreto” che l’Italia forse non ha ancora superato, visto che con l’avvicinarsi del 25 aprile, ogni anno vengono rimesse in discussione scomode verità ed eclatanti menzogne. Pansa lo predica da anni e anche noi ne siamo convinti, la pacificazione storica del Paese, passa da una serena rivisitazione di quei momenti, senza per forza sconvolgerne i contenuti ma riconoscendo a tutti gli italiani, il sacrificio e il tributo di sangue donato per un’Italia migliore”.