Famiglia sterminata in Gallura, fermato un artigiano

Angelo Frigeri, esperto di impiantistica 32enne, stava eseguendo alcuni lavori a casa delle vittime. Gli inquirenti: “Ha agito da solo”. Effettuate le autopsie.

L’accusa è di omicidio plurimo aggravato dalla crudeltà. Secondo i magistrati l’artigiano 32enne fermato dai carabinieri per il triplice omicidio di Tempio ha agito da solo. Si tratta di Angelo Frigeri, esperto di impiantistica: proprio per questo motivo avrebbe utilizzato dei fili elettrici per uccidere il piccolo Pietro. Stava eseguendo dei lavori all’interno dell’abitazione della famiglia Azzena e forse proprio per questa ragione era in possesso delle chiavi. A condurre gli investigatori al fermo dell’artigiano, “elementi certi”, come ha spiegato il pm Domenico Fiordalisi. “Il ragazzino – prosegue – sarebbe stato un testimone scomodo: è stato ucciso con modalità atroci”.

“Al momento non esistono elementi in base ai quali poter affermare che Frigeri abbia avuto dei complici” ha spiegato il pm, al termine dell’interrogatorio al quale hanno partecipato, oltre allo stesso procuratore di Tempio, il suo sostituto Angelo Beccu, il comandante del nucleo investigativo del reparto operativo provinciale dei carabinieri, Giuseppe Urpi, e l’avvocato del fermato.

Sui corpi del bambino, 12 anni, del padre Giovanni Azzena, 50 anni e della madre Giulia Zanzani, 46 anni, è stata nel frattempo effettuata l’autopsia. Non è emerso nessun dettaglio in più, lo stesso medico ha precisato di non poter anticipare nulla ma di dover prima riferire alla Procura di Tempio Pausania. Conclusa l’autopsia, i due corpi dei coniugi Azzena sono stati trasferiti nella camera mortuaria dell’ospedale civile di Sassari. La salma del piccolo Pietro si trova invece ancora nell’istituto di medicina legale, in via Rizzeddu, a disposizione della magistratura.


In questo articolo: