Europee, il M5S in Sardegna schiera Alessandra Todde: “Salario minimo, 9 euro l’ora per tutti i lavoratori sardi”

Il Movimento va alla conquista di un buon risultato nel Parlamento europeo, la candidata sarda è la 50enne Alessandra Todde, ex amministratrice delegata di Olidata: “Col salario minimo, dopo il reddito di cittadinanza, ridaremo ancora più dignità a tutti i lavoratori”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

Il Movimento 5 Stelle si prepara all’appuntamento elettorale europeo, caccia ai seggi importantissimi di Bruxelles. I pentastellati, dopo il reddito di cittadinanza, puntano soprattutto sul salario minimo. La candidata capolista sarda del collegio Sicilia-Sardegna è la 50enne Alessandra Todde. Vent’anni trascorsi nel mondo della tecnologia – da poco si è dimessa dal ruolo di amministratrice delegata di Olidata, proprio in seguito alla nomina politica -, promette una lotta senza esclusione di colpi per far “sbarcare” ufficialmente il salario minimo in Europa: “Con il reddito di cittadinanza abbiamo già fatto in modo che gli ‘ultimi’ venissero ricordati, è un punto di partenza per far riacquistare una dignità a tutte le persone e farle rientrare nel circuito del lavoro. Adesso c’è il salario minimo, è massima la necessità di portarlo in Europa, così le aziende non faranno più dumping sulla pelle dei lavoratori, cioè non potranno più prendere i soldi in Sardegna e andare all’estero”. La Todde cita un esempio molto noto, quello dei rider: “Impensabile che siano pagati due euro all’ora, non è dignitoso, si sconfina nel caporalato. La base minima del salario sarà di nove euro l’ora, solo così si può davvero pensare di tutelare ogni lavoratore”.

E, a Bruxelles, questa la promessa, la battaglia per rendere realtà il salario minimo la farà con il pensiero sempre rivolto ai sardi e alle sarde: “Nella nostra regione e nella nostra nazione ha un certo impatto, ma va appunto portato in Europa per renderlo ancora più efficace”. Non solo reddito e salario, nei programmi della Todde: “La nostra isola deve concentrarsi su ciò che sa fare e smettere di pensare che possa arrivare un salvatore che se la carichi sulle spalle. Il destino appartiene a noi: abbiamo l’agricoltura, la pastorizia, le piccole imprese. Serve più contaminazione tra mondo tecnologico e innovazione, oltre a un turismo esperienziale, cioè andare oltre i grandi alberghi e le coste famose, puntando anche su enogastronomia e archeologia”.