Addio a Enò a Cagliari, il titolare su facebook: “Chiudo la vineria perché mi hanno truffato”

Addio alla vineria di vico Carlo Felice. Con lungo post su facebook il titolare Stefano Lai annuncia la chiusura: “Il locale nel quale ho lasciato dentro tanti sogni e speranze, è chiuso sicuramente definitivamente. La verità è che sono stato letteralmente truffato. Ho presentato una denuncia alla Procura della Repubblica”

Chiude Enò. Addio alla vineria di vico Carlo Felice. Con lungo post su facebook il titolare Stefano Lai annuncia la chiusura del noto locale di Stampace basso. E spiega le motivazioni: “È ormai da qualche settimana che tante persone mi chiedono come mai Enò sia chiuso, avete notato che erano sparite le insegne e le serrande chiuse”, spiega Stefano Lai, “è doveroso per me chiarire alcune circostanze sino ad oggi nebulose, dopo 11 anni di duro lavoro e grossissimi investimenti, due anni passati ad aspettare promesse mai mantenute. Molti hanno pensato che io abbia chiuso a causa della crisi o di fallimenti vari. La verità è che sono stato letteralmente truffato. Gli avvocati che mi stanno seguendo mi hanno consigliato di non usare certi termini, ma io la mattina quando mi guardo allo specchio non riesco a nascondermi dietro un’eventuale paura di una condanna penale, anche se per le condanne penali si va in carcere. Non riesco a scivolare in silenzio per le strade cittadine senza poter dire la verità. Quindi dopo un’meditata riflessione ho deciso di iniziare a raccontare. Mi limiterò nei particolari visto che ho presentato una denuncia alla Procura della Repubblica, presso la sezione della Polizia Giudiziaria -Aliquota Guardia di Finanza.

Lai lancia non meglio specificate accuse nei confronti di alcune persone che, a suo dire, non avrebbero rispettato gli impegni assunti. “Oggi il locale Enò vineria, in vico carlo Felice 10/12 a Cagliari, nel quale ho lasciato dentro tanti sogni e speranze, è chiuso sicuramente definitivamente”, conclude, “per la seconda volta nella vita ho dovuto riiniziare da capo, partendo dai miei errori, perché sono vivo e voglio essere testimone di come sia possibile nella vita rialzarsi dopo le cadute, chiedendo perdono per i propri errori, continuando a lavorare per rendere al mondo, almeno in parte, ciò che il mondo generosamente mi ha dato. Chiunque voglia parlare con me sa dove trovarmi”


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