Emergenza siccità, a Monte Arcosu cervi e cinghiali salvi grazie alle pozze artificiali

Le piogge sulla Sardegna restano un miraggio e nell’oasi green gli animali sopravvivono solo grazie agli abbeveratoi realizzati dall’uomo: “Sono indispensabili”


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Monte Arcosu – Cervi, volpi e cinghiali si abbeverano grazie alle pozze artificiali: “La mancanza di pioggia che si protrae ormai da molti mesi, sta trasformando i paesaggi dell’oasi e sconvolgendo le abitudini delle specie”. Le precipitazioni? Quasi un miraggio, piove decisamente poco e la natura soffre della mancanza del bene primario. Per gli animali dell’oasi sono provvidenziali gli abbeveratoi costruiti dall’uomo, a darne comunicazione sono gli operatori dell’oasi Wwf del Cervo e della Luna che sorvegliano e studiano costantemente le vicende che si susseguono nel bosco e che catturano grazie alle fototrappole installate tra la vegetazione. “La fototrappola ci mostra quanto le pozze artificiali siano ancora indispensabili. Attraverso le immagini studiamo i comportamenti degli animali nel loro habitat, scopriamo che il manto cresce come protezione dal freddo, che i piccoli di cinghiale e di volpe sono ancora vicini alle madri ma che sono molto cresciuti e a breve si staccheranno o che alcuni maschi adulti sono ancora nella parte bassa dell’oasi. Il mondo notturno è vivo e magico”.

Nelle immagini diffuse, infatti, si vedono le famiglie dei quadrupedi dirigersi verso la pozza d’acqua per bere: prima una specie, poi l’altra per lasciare, infine, il posto al re indiscusso, il maestoso cervo. Notti insonni, insomma, per gli abitanti del territorio che, inconsapevoli di essere costantemente ripresi dall’occhio elettronico, regalano pose e movenze da vere e proprie superstar.


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