Edoardo Bennato: “Mangiafuoco è sempre lì, buffoni e burattini pure: la Sardegna merita più considerazione in Italia”

Intervista esclusiva ad Edoardo Bennato, in concerto giovedì a Cagliari e sabato a Riola Sardo: “La nostra Italia è Kafkiana e conseguentemente anche collodiana: il gatto e la volpe che sono in piena attività, di Mangiafuoco abbiamo detto, di grilli parlanti e sparlanti ne sono pieni le TV, i social…sono perfino in parlamento e la fata se la passa sempre peggio…Pinocchio paradossalmente è quello più incorreggibile, addirittura allergico anche alle favole…in fondo riesce a fare sempre quello che gli va, l’unica cosa che non deve fare è diventare un bambino, deve rimanere un Burattino”

Edoardo Bennato , di nuovo in Sardegna (giovedi a Cagliari al parco della Musica in via Nazzari,  riaperta la vendita dei biglietti, e poi sabato a Riola Sardo) dopo decine di concerti nell’isola negli ultimi 40 anni. Cosa ricordi di quel concerto allo stadio Sant’Elia con 50mila persone? il palco crollò per il vento durante “Salviamo il salvabile”…..sei stato il primo a riempire gli stadi. A volte hai detto che la Sardegna essendo un’isola dovrebbe essere più libera, più indipendente: sei ancora di questo avviso?

Ricordo la pressione a la tensione a cui fui sottoposto…in fondo la responsabilità ricadeva su di me, ma nonostante tutto riuscimmo a “salvare il salvabile”. In effetti quell’ estate suonammo in 15 stadi concludendo il tour allo stadio di San Siro a Milano…la Sardegna merita molta più attenzione di quella che ha dalle varie “classi dirigenti”…e vale anche per il meridione del nostro paese!

Mangiafuoco potrebbe essere una canzone perfetta per descrivere la situazione politica attuale in Italia, proprio in questi giorni. Al di là della didascalia delle tue canzoni prese dalle favole, dopo le dimissioni di Draghi come fa una canzone come questa ad essere incredibilmente attuale dopo quasi 40 anni?

Proprio perché Mangiafuoco è sempre al suo posto…lui comanda e muove i fili, fa ballare i burattini, ma quello che peggio è che i burattini non si ribellano mai…saranno affetti dalla sindrome di Stoccolma!

Più volte negli ultimi concerti hai parlato di una realtà kafkiana, collodiana: chi potrebbe essere definito il Pinocchio in Italia in questo momento storico?

La nostra Italia è Kafkiana e conseguentemente anche collodiana: il gatto e la volpe che sono in piena attività, di Mangiafuoco abbiamo detto, di grilli parlanti e sparlanti ne sono pieni le TV, i social…sono perfino in parlamento e la fata se la passa sempre peggio…Pinocchio paradossalmente è quello più incorreggibile, addirittura allergico anche alle favole…in fondo riesce a fare sempre quello che gli va, l’unica cosa che non deve fare è diventare un bambino, deve rimanere un Burattino:-“buffoni e burattini la guerra non la faranno mai!”

Che effetto ti fa ancora vedere tre generazioni insieme ai tuoi concerti? Dietro agli occhiali scuri vince il professionista o ancora le emozioni? Come vedi il tuo futuro? Al di là della freddezza delle case discografiche per aspettare un tuo nuovo album di inediti dovremmo rivederti in strada col tamburello a pedale come negli esordi a Londra?

Vince il rock! Ovviamente mi fa piacere riuscire ad essere intergenerazionale. Il futuro mi intriga, mi piace più che indulgere nel passato che certamente non può ritornare. Il tamburello a pedale lo uso ogni sera nei concerti…ci sono progetti in cantiere ma sono napoletano e quindi, come da stereotipo comune, scaramantico…quindi non ne parlo!

A Cagliari dovevi suonare in un teatro al chiuso, invece poi per fortuna si è sbloccato tutto e canterai al Parco della Musica? In questi giorni non mancano le polemiche per la mancanza di spazi all’aperto per i concerti. Cosa ne pensi?

Penso che dovunque si suoni l’obbiettivo è lo scambio di buone vibrazioni tra palco e pubblico, solo questo conta.

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