“Ecco Cagliari invasa dai rifiuti, Zedda deve chiedere scusa perché ha scelto un sistema che non funziona”

Centinaia di sacchi neri e buste colorate, piene di ogni tipo di rifiuto. Le foto del degrado arrivano da Sant’Elia, a pubblicarle è Alessandro Serra di Forza Italia: “Questa è la realtà, altro che ‘murrungi’ e ‘gufi’. E il costo della Tari è alle stelle. Cos’hanno da dire quelli che lodavano l’ultima Giunta comunale?”. GUARDATE le FOTO

Le foto sembrano non aver bisogno di nessun commento: centinaia di sacchi di spazzatura abbandonati per le strade di Sant’Elia. Non solo la classica “aliga”, ma anche legno, vetro e plastica. Metri e metri di degrado nel rione popolare cagliaritano, soprattutto in via Schiavazzi e nella zona dei “palazzoni”. A divulgare le fotografie è Alessandro Serra, responsabile comunicazione di Forza Italia. Che non si limita alle immagini, ma va all’attacco dell’ormai ex Giunta comunale guidata da Massimo Zedda: “Questa è la realtà che pochi hanno il coraggio di raccontare e che in questi anni è stata sepolta da numerosi strati di comunicazione ‘istituzionale’. Il ‘modello Cagliari’ è una delle più grandi imposture mediatiche e politiche avvenute nel capoluogo della Sardegna. I laudatores della giunta comunale uscente hanno derubricato ogni forma di dissenso ed ogni tentativo di dibattito a ‘murrungio’, a roba da ‘gufi’ oppure quando qualcosa non funziona hanno sempre dato la colpa a quelli che non capiscono le soluzioni moderne ed illuminate della ‘compagnia del mastello’”, attacca Serra.
L’ex consigliere comunale forzista prosegue: “’Non è colpa del sindaco, ma degli incivili’, ripetono come pappagallini. Ma i primi a doversi scusare dovrebbero essere coloro i quali hanno deciso di adottare un sistema della raccolta dei rifiuti che non funziona, che in questi anni ha portato alle stelle il costo della Tari (le riduzioni da campagna elettorale non compensano le cartelle vampiresche degli 8 anni passati, soprattutto se consideriamo le spese sostenute dai cittadini per ‘metti il mastello, togli il mastello’). Bisogna ammettere che c’è qualcosa che non funziona (forse più di qualcosa) per studiare soluzioni adeguate: per esempio, quella dei cassonetti con le chiavi”, dice Serra. “Ma soprattutto bisogna liberare la città da logiche tese solo a consolidare le rendite di posizione di pochi a discapito dei molti, operare con umiltà per una città che sappia offrire opportunità anziché rendere la vita impossibile a chi vorrebbe progettare qui il proprio percorso di vita. Occorre spiegare le ali di una Cagliari che possa volare sopra la palude dell’immobilismo, della mancanza di visione, del consociativismo vecchio stampo portato avanti dai rampolli della vecchia sinistra. Bisogna liberare Cagliari da una cappa di omertà politica, che in questi anni ha soffocato il dibattito e creato una casta di intoccabili, incriticabili ed ha intimidito, deriso, isolato ogni slancio propositivo, costruttivo”.

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