“E’ una vergogna, a Cagliari il diritto alla casa è completamente negato”

La consigliera comunale di Sel, Anna Puddu, va all’attacco: “Ottocento famiglie in città non hanno una sistemazione dignitosa. Le graduatorie per l’edilizia popolare sono bloccate, non ci sono finanziamenti per realizzare nuovi appartamenti e le giovani coppie che hanno diritto all’housing sociale non hanno risposte e sono costrette ad andarsene. Lunedì Truzzu deve dare risposte in aula”

“A Cagliari il diritto alla casa è completamente negato. E’ una vergogna: ottocento famiglie vivono in situazioni precarie, ai limiti e senza prospettive immediate. Le graduatorie per l’assegnazione delle case popolari sono bloccate dal 2009, non vengono costruiti nuovi alloggi e le giovani coppie che hanno diritto all’housing sociale sono spesso costrette a cambiare città perché per loro è tutto bloccato. Il sindaco Truzzu deve dare le risposte che aspettiamo da troppo tempo”. La consigliera comunale di Sel Anna Puddu spara a zero sulla giunta e sul primo cittadino per l’invivibile situazione che si è creata a Cagliari.

“Negli indirizzi politici da parte dell’amministrazione non esiste nessuna visione sull’edilizia popolare, anche sull’emergenza abitativa abbiamo solo una casa albergo che peraltro non fa inserimenti da molto tempo. I 32 alloggi di via Flumentepido sono conclusi ma restano chiusi perché l’amministrazione non è in grado di pubblicare la graduatoria definitiva degli aventi diritto: dopo mille sollecitazioni il bando è stato riaperto ma siamo ancora alla graduatoria provvisoria, che non si può scorrere. Insomma, è un disastro”, dice Puddu che annuncia battaglia nell’aula di palazzo Bacaredda dove si sta discutendo il bilancio di previsione. “Ho presentato un emendamento per chiedere 2 milioni di euro per utilizzare due stabili chiusi – spiega la consigliera di Sel – Uno in vico Tuveri, dove ci sono 8 appartamentini di edilizia pubblica da riqualificare, l’altro in via Parigi con una decina di mini alloggi. Lunedì, durante il consiglio comunale, chiederò al sindaco Truzzu di dare risposte chiare”.

Fra l’altro, Cagliari proprio a causa di sfratti, coabitazioni, e situazioni difficili viene considerata dal governo una città ad alta tensione abitativa.

“E’ ora di finire di usare i soldi dei servizi sociali, per pagare i canoni di locazione, si usano i soldi dei poveri per pagare gli affitti. Servono risposte a lungo termine e ad ampio respiro, una visione della povertà che consenta di restituire dignità e riscatto sociale”, sottolinea Puddu.

Stesso discorso per le giovani coppie, quelle che non riescono ad accedere a un mutuo ma allo stesso tempo non hanno diritto all’edilizia popolare e che dunque dovrebbero accedere all’housing sociale, i canoni di affitto concordati. “Il risultato?”, conclude Puddu, “è che per disperazione abbandonano Cagliari e vanno a cercarsi casa altrove”.

 


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