Due milioni a medici e pediatri che scelgono le zone disagiate della Sardegna

L’importo sarà destinato a chi deciderà di aprire il suo studio nelle aree interne o in quelle considerate disagiatissime come le isole minori. Il via libera dal consiglio regionale, che ha approvato un emendamento firmato Lega alla finanziaria in discussione in questi giorni nell’aula di via Roma

Più del giuramento di Ippocrate poté, e non c’è da stupirsi, il denaro. Due milioni di euro, tanti ne sono stati stanziati dal consiglio regionale, per convincere medici e pediatri di base ad aprire il loro studio nelle sedi disagiate, per esempio i paesi montani delle zone interne, o disagiatissime della Sardegna, per esempio le isole minori.

Un incentivo economico con cui si spera di risolvere uno dei problemi più seri e sentiti degli ultimi anni, la carenza di medici di base, tanto che più volte i sindaci sono scesi in piazza per rivendicarne la presenza. Il consiglio regionale ha dunque deciso di dare una spinta agli indecisi con il denaro, approvando un emendamento della Lega alla Finanziaria, in discussione in questi giorni nell’aula di via Roma. Obiettivo della norma è, come spiegano i firmatari dell’emendamento, uniformare il livello di assistenza sanitaria dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta nell’intero territorio regionale andando a riequilibrare sedi in forte disagio, dove la necessità di medici di base e pediatri è un problema sempre più sentito.

 


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