Dopo l’alluvione, Oristano dichiara lo stato di calamità

Ad annunciarlo è stato il vicesindaco Giuseppina Uda in un’assemblea pubblica cui hanno partecipato i cittadini

Il ricordo di quella giornata è più vivo che mai nella mente di chi abita nei centri più colpiti dal ciclone Cleopatra. Tra questi c’è la città di Oristano, che paga ancora le gravi conseguenze dell’alluvione. E così la giunta comunale ha dichiarato stasera lo stato d’emergenza e di calamità naturale a causa dei danni di dieci giorni fa e per quelli che ancora ne potrebbero derivare.

Ad annunciarlo è stato il vicesindaco Giuseppina Uda in un’assemblea pubblica cui hanno partecipato i cittadini, ancora sotto choc per quanto successo. “Abbiamo già inviato le necessarie comunicazioni per l’inserimento di Oristano fra i comuni colpiti dall’alluvione”, ha precisato Uda. “In questo modo tutti coloro che hanno subito danni, al patrimonio edilizio privato e alle attività economiche e produttive – ha sottolineato il sindaco – potranno accedere alle risorse stanziate per l’emergenza alluvione”.

Un’emergenza, quella di dieci giorni fa, di fronte alla quale anche Oristano non si è trovata pronta. La città conta una vittima una donna di 64 anni, Vannina Figus, trovata morta nella sua casa allagata a Uras, in provincia. Il marito, invece, è stato tratto in salvo ed è stato ricoverato all’ospedale San Martino di Oristano in ipotermia. Ad Uras, in quelle terribili ore, sono state evacuate decine di famiglie, come nella vicina Terralba, dove si ernao contati ottocento sfollati.