Domusnovas, protesta davanti alla fabbrica delle armi: “Stop al genocidio dei palestinesi a Gaza”

Oggi il Comitato sardo per la Palestina ha promosso una manifestazione davanti al sito della fabbrica di bombe Rwm “che collabora con Israele per la produzione di droni-killer usati in Palestina, dove i bambini trucidati sono 12 mila in 3 mesi”


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“Basta bombe, basta guerre e stop al genocidio contro la popolazione palestinese di Gaza”. Oggi il Comitato sardo per la Palestina, composto da una molteplicità di gruppi e associazioni,  ha promosso una manifestazione davanti al sito della fabbrica di bombe RWM di Domusnovas, con l’intento di ribadire l’inaccettabilità della fabbricazione e commercializzazione di ordigni di morte che fomentano conflitti e colpiscono in modo devastante soprattutto la popolazione civile. Secondo gli organizzatori l’Rwm è impegnata in attività di ricerca per mettere a punto testate di guerra a più elevata letalità e ha stipulato nel 2022 un accordo con il gruppo israeliano UVision Air Ltd per la produzione di droni-killer (Loitering Munitions), una tipologia di arma ampiamente utilizzata direttamente sui palestinesi della Cisgiordania e della Striscia di Gaza.

“Ad oggi sono 12 mila i bambini palestinesi trucidati , complice questa fabbrica davanti alla quale manifestiamo il nostro dissenso”, commenta Fawzi Ismail, presidente dell’associazione Sardegna Palestina alla manifestazione pacifica di fronte alla fabbrica RWM di Domusnovas, “li stanno sostenendo per continuare  la pulizia etnica, c’é un piano preciso,  quello di fare più vittime civili innocenti  possibili. Oggi, dopo 100 giorni, a Gaza si muore di fame, oltre che sotto le bombe, perché manca anche l’acqua potabile. Nel frattempo negli Stati Uniti, la Nato, chiedono a Israele di continuare il massacro ,a senza dare troppo nell’occhio. Più di 115 giornalisti palestinesi sono stati uccisi ad oggi, nel silenzio totale della stampa e delle organizzazioni sindacali dei giornalisti. In Palestina ci sono oltre 10 mila malati di tumore che non possono essere curati, le donne palestinesi che devono partorire  sono sottoposte al cesareo senza alcuna anestesia. Stare zitti equivale ad essere complici:  noi non staremo zitti, continueremo a manifestare contro questo scempio. Come associazione Sardegna Palestina stiamo raccogliendo fondi per mandare aiuti agli ospedali di Gaza e pacchi alimentari agli sfollati. Non stiamo facendo carità, stiamo mostrando la nostra solidarietà per restare umani. Tutto il nostro rispetto per il Suda Africa , l’unico stato che ha avuto il coraggio di denunciare Israele. Ricordo Nelson Mandela”, conclude, “che disse che il popolo sudafricano non sarà mai libero sino a che non sarà libero il popolo palestinese “.’ .

“E’ grazie alle guerre”, hanno spiegato gli organizzatori della manifestazione, “che le fabbriche d’armi vedono i loro profitti schizzare in alto, e così è stato per la Rwm a causa della guerra in Yemen, della guerra in Ucraina e anche dei conflitti fomentati dallo stato d’Israele, impegnato attualmente in un attacco di violenza senza precedenti nella striscia di Gaza. L’industria bellica ha bisogno di conflitti da risolvere con la forza delle armi più devastanti, esattamente ciò che la Costituzione e ogni elementare senso di civiltà proibiscono”.

 

 


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