Dolly Cau, regina del ballo latino americano a Cagliari: “La danza? Migliora la vita”

Dai gloriosi tempi del “Susy Q” passando per le avventura in mezza Europa e in America sino alle serate a Marina Piccola. Dolly, 63 primavere, si racconta in esclusiva a Cagliari Online: “Sono prof di Scienze motorie, la danza è un fantastico extra. Il ballo attira tutti, in estate e in inverno tanti cagliaritani frequentano i miei corsi”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA ESCLUSIVA

di Paolo Rapeanu

È la regina del ballo a Cagliari da tantissimi anni. Dolly Cau, una vera e propria istituzione quando si parla di danza in città. La scuola aperta nel 1981, le serate di animazione dall’estate del 1996, il bellissimo periodo al “Susi Q” nei primi anni Duemila, tantissime le piste riempite: “Sono prima di tutto una professoressa di Scienze motorie all’istituto Alberghiero, la danza è un extra”, spiega, sorridendo, a margine dell’ennesima serata danzante che l’ha vista protagonista, durante la prima serata di “Ballando sotto le stelle” in piazza Garibaldi. Ma è proprio il ballo che l’ha resa molto famosa e apprezzata, Dolly: “Dal latino americano al caraibico, dal liscio al ballo da sala a quelli di gruppo”. Li conosce tutti i balli, Dolly, e li insegna nella sua scuola in modo, ovviamente, “professionistico e professionista”.
Non c’è stata sempre Cagliari nella sua vita: “Sino a qualche anno fa ho girato per mezza Europa, sono stata anche in America”. Ma Cagliari è Cagliari, e la voglia di ballare dei cagliaritani c’è, eccome: “È un modo anche per rilassarsi e fare nuove conoscenze, in tanti vengono alle mie lezioni e poi mettono in pratica quanto hanno appreso durante le serate, per esempio, nei locali”. Ma anche “a Marina Piccola, l’estate scorsa nell’arena ogni venerdì c’era il pienone”, afferma, decisa, Dolly. E il desiderio di staccare dalla routine quotidiana, almeno qualche volta ogni settimana, e fare due o quattro salti, sembra essere nel Dna di giovani e meno giovani: “Il ballo è per tutti, si è sempre ballato e per sempre si ballerà”. Da zero a novantanove anni, e per i più fortunati anche oltre.


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