Ok al ripopolamento del mare a Cagliari: “Più pesci per il diving, la piccola pesca e i musei subacquei”

Ok del consiglio comunale al ripopolamento della fauna ittica: tra gli obiettivi la rivitalizzazione della piccola pesca e lo sviluppo del diving e dell’apnea sportiva che in altre parti del mondo attraggono e movimentano milioni di turisti. E spunta l’ipotesi dell’underwater museum come il Musan di Cipro


Per le ultime notizie entra nel nostro canale Whatsapp

Manufatti nei fondali, per bloccare la pesca a strascico e ripopolare i mari. Le acque, nuovamente ricche di pesci, potrebbero così dare nuova linfa alla piccola pesca, al diving e creare gli “underwater museum”, i musei sott’acqua.

C’è il sì unanime del consiglio comunale alla proposta della commissione Ambiente e politiche del mare, presidente Raffaele Onnis, per la tutela e il ripopolamento della fauna ittica.

Prevede la riattivazione dei processi di ripopolamento attraverso l’inabissamento di manufatti ecocompatibili, con specifiche caratteristiche favoriscono il proliferare della fauna marina e al contempo possono anche contrastare il fenomeno della pesca abusiva. In prospettiva, attraverso il ripopolamento, l’aumento dei pesci e della fauna ittica, favorirebbe l’attività di pesca sportiva, ricreativa e professionale. Attraverso la realizzazione di atolli artificiali in aderenza ai fondali, si formerebbero dei reef artificiali, con la capacità di indebolire le mareggiate, fungendo dunque come strumento antierosione.

Gli obiettivi ambientali ed economici della proposta sono: la tutela e il ripopolamento della fauna ittica, la rivitalizzazione del comparto della piccola pesca e un incentivo per le attività di settore come il diving e l’apnea sportiva che in altre parti del mondo attraggono e movimentano milioni di turisti.

“L’impoverimento delle biodiversità, la desertificazione dei fondali e la scomparsa della fauna ittica rappresentano un fenomeno dovuto a molteplici cause tra queste si annoverano l’innalzamento della temperatura e l’acidificazione delle acque, ma senza dubbio la principale causa può essere considerata la pesca intensiva che non consente alle specie di sopravvivere”, dichiara Raffaele Onnis, “nel Golfo di Cagliari, le caratteristiche geomorfologiche batimetriche e metereologiche, la presenza delle infrastrutture portuali, consentono un’intensità dello sfruttamento straordinaria. Per questo motivo, così come si sta facendo in molte altre parti del mondo, è indispensabile mettere in atto delle azioni volte a contrastare questo trend negativo. La proposta”, aggiunge, “prevede la progettazione e messa in opera di manufatti che potranno avere molteplici forme e funzionalità al fine di favorire la tutela e il ripopolamento delle biodiversità contrastando l’attività illegale della pesca a strascico sotto costa. A questo proposito si possono citare gli “underwater museum” (musei subacquei) che sono stati già realizzati, vedi il Musan di Cipro”, conclude, “la fase progettuale, la messa in opera e il monitoraggio non possono prescindere dal coinvolgimento di chi ha le specifiche competenze in materia come l’Università e le associazioni di tutela ambientale”.

Il documento invita sindaco e giunta comunale ad attivare l’iter specifico necessario per la progettualità, per le autorizzazioni e per la realizzazione di un’area di tutela e ripopolamento ittico nello specchio acqueo davanti a Cagliari. Prevedere il coinvolgimento dell’Università nella fase progettuale e di monitoraggio dell’azione di intervento, adoperarsi per il reperimento delle risorse e  valutare, attraverso l’azione di monitoraggio del sito, eventuali ampliamenti del progetto.