“Dito ferito, niente punti: al Brotzu e alla guardia medica di Quartucciu hanno i macchinari arrugginiti”

Efisio Monni, contadino, si ferisce con la motozappa. Il suo racconto è un’odissea: “Tre ore al pronto soccorso, poi in guardia medica mi hanno detto che avevano i macchinari arrugginiti: alla fine ho dovuto utilizzare i cerotti con i punti, ma chissà se basterà”

Un’odissea raccontata nei minimi dettagli, quella che ha vissuto Efisio Monni, 61enne di Quartucciu, tra dolori e rabbia, tanta rabbia. Un dito ferito mentre sta lavorando con la motozappa nel suo terreno di Sant’Isidoro, la corsa al Brotzu e, poi, alla guardia di via Don Minzoni e, alla fine, un nulla di fatto. “Mi sono dovuto arrangiare, curandomi da solo. Ma chissà se basterà”. Tutto inizia due giorni fa: “Stavo riparando la motozappa e una delle molle mi ha ferito all’anulare della mano destra. Mio cugino mi ha portato al Brotzu e, dopo tre ore di attesa, mi avevano solo fasciato il dito. C’erano persone in condizioni più gravi di me, ho deciso di andarmene”. Ma il dolore al dito, semi squarciato, non passa: “Ho raggiunto la guardia medica di Quartucciu, in via Don Minzoni. Lì, dopo la visita, i dottori mi hanno detto che non potevano applicarmi i punti di sutura perché avevano il macchinario arrugginito”. Nel foglio con il logo dell’Ats si legge che “si medica ferita da corpo metallico (molla) con steri strip. Si consiglia di recarsi in pronto soccorso per applicazione punti di sutura”. Insomma, una medicazione temporanea e un consiglio che però, Monni, ha deciso di non seguire.
“Non sono tornato all’ospedale perché chissà quante ore avrei dovuto attendere. Mi sono fasciato il dito e ho lasciato i cerotti di sutura che mi hanno messo a Quartucciu. Spero che durino, ma è chiaro che prima o poi dovrò andare a farmi applicare i veri punti, non posso certo vivere con un anulare squarciato”, osserva il contadino. “Certo, è assurdo che nel 2022 una guardia medica non abbia i macchinari funzionanti”.


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