Disastro continuità, pochi aerei e a prezzi folli: ma perché i sardi stanno zitti?

Una situazione disastrosa così forse non si era mai vista. Volotea e Ita mollano la continuità territoriale, il diritto alla mobilità dei sardi è pari a zero: chi deve spostarsi anche solo per necessità è costretto a sborsare cifre assurde. Incredibile come in un’isola sempre più isolata alla faccia degli slogan si accetti tutto questo senza fiatare

Ai silenzi, ma anche alle chiacchiere della politica, uno ci fa il callo. Rinvii e rimpalli, la Regione che scarica sul Governo che scarica su Bruxelles e poi tutto torna sulla Regione e ricomincia lo stucchevole scaricabarile che ha una sola e unica vittima: il cittadino. Il cittadino sardo, nello specifico.

 

E’ incredibile come si riesca a non protestare ormai per nulla. Provate a prenotare un volo, anche solo per Roma e Milano che dovrebbero essere quelli coperti e calmierati dalla continuità territoriale. Provateci. Ve ne pentirete amaramente.

 

Voli pochissimi, posti ancor meno, prezzi alle stelle lievitati in un assurdo, perverso meccanismo divora diritti. La situazione dei trasporti è ogni giorno un po’ peggio: ogni giorno viene tolto e negato un pezzetto di diritto a spostarsi come tutti gli altri esseri umani, ogni giorno è sempre un po’ peggio, ma ogni giorno – come la più classica delle rane bollite a fuoco lento – il silenzio è sempre più assordante.

 

E’ incredibile come ormai nessuno protesti più, assuefatti e alienati e rassegnati e incapaci di rivendicare un diritto costituzionale che ai sardi è negato. C’è davvero poco da stare allegri. Ma anche poco da stare zitti.

 


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