Disabile schiavizzato a Villasor, scena muta di Giuseppe Dessì davanti al giudice: “Deve riordinarsi le idee”

Il presunto aguzzino del 45enne si avvale della facoltà di non rispondere e non fornisce nessun elemento. Quando starà meglio sarà trasferito dal Brotzu al carcere di Uta. Il suo avvocato, Pierluigi Pau: “Ha promesso che spiegherà tutto ma gli serve un po’ di tempo”


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Giuseppe Dessì, il pregiudicato 44enne accusato di essere stato, insieme alla compagna Valentina Littera (finita ai domiciliari), per anni, l’aguzzino di un 45enne disabile nelle campagne di Villasor, riducendolo in schiavituù e picchiandolo al punto da sfigurare intere parti del suo corpo, ha deciso di non rispondere alle domande della giudice Ermengarda Ferrarese nel corso dell’interrogatorio di convalida del fermo che si è svolto, per via telematica, all’ospedale Brotzu di Cagliari, dove Dessì si trova ricoverato per dei problemi di salute. Dessì non ha fornito nessuna prova o testimonianza che possa cambiare, almeno allo stato attuale, la situazione che lo vede accusato di violenza e riduzione in schiavitù di un essere umano. Quando starà meglio e i medici lo decideranno, sarà dimesso dall’ospedale e ritornerà nel carcere di Uta. La scelta di non parlare è dettata anche dalla necessità di poter leggere tutti gli atti, passaggio indispensabile per la difesa.
Chi difende il quarantaquattrenne è l’avvocato Pierluigi Pau: “Ha promesso che spiegherà tutto, ma gli serve un po’ di tempo. Tra i problemi di salute con i quali sta combattendo da tempo e questa vicenda processuale il mio assistito ha necessità di riordinarsi le idee”.


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