Dimensionamento scolastico, sindaci sardi sul piede di guerra

Domani l’Anci presenterà un nuovo documento congiunto alla Regione: “In Sardegna di tutto abbiamo bisogno eccetto che di una riduzione dei servizi scolastici e dei presidi territoriali” comunica il presidente Emiliano Deiana.


Per le ultime notizie entra nel nostro canale Whatsapp

Il 23 ottobre scorso Anci Sardegna ha presentato al Consiglio Regionale un testo per tentare di salvare le 45 Autonomie scolastiche a rischio.

“Si trattava — e si tratta — di provare ad approvare una norma-ponte, usando gli strumenti costituzionali e statutari, per salvare tutte le autonomie scolastiche a rischio”. La giunta regionale, però, in attuazione della normativa nazionale, “ha fatto ciò che sapevamo avrebbe fatto a legislazione vigente: chiudere 45 autonomie scolastiche con l’unica differenza che ora sappiamo quali sono. La nostra proposta è stata lungamente discussa dalla commissione del Consiglio regionale che ha elaborato un testo alternativo che però non può essere condiviso in quanto lascia intonse le chiusure previste dalla norma nazionale.

Ci è stato detto che il timore per l’impugnazione da parte del Governo sarebbe troppo alta.

Qui, mi sia consentita l’unica chiosa, non ce la possiamo fare a stare seri perché in questa legislatura ci sono state leggi per le quali sono stati impugnati anche i codici fiscali di assessori e consiglieri regionali”. Domani, quindi,  “presenteremo ancora una volta il nostro testo, asciugato da qualche “orpello da sognatori”, e chiederemo con forza al Consiglio regionale di discuterlo, emendarlo senza snaturarne il senso, ed approvarlo. Altrimenti non sarà solo colpa del Governo nazionale se chiuderanno 45 autonomie scolastiche, ma anche del Consiglio regionale della Sardegna.

Perché, davvero, di tutto abbiamo bisogno meno che di altre chiusure di servizi fondamentali in un settore che ha livelli di abbandono e dispersione scolastiche da Terzo Mondo”. Una tematica che promette di essere affrontata e sostenuta dai primi cittadini che vogliono scongiurare questo drastico ridimensionamento della scuola. “Adesso la misura è colma. Da giovedì iniziamo una vera e propria storica battaglia” ha commentato il sindaco di Mandas Umberto Oppus.

“Fra le Autonomie Scolastiche che si vorrebbero sopprimere anche quella di Mandas perché ha poco meno di 400 alunni iscritti, tradotto restano le Scuole ma senza Dirigente e Segreteria.

Dopo la battaglia sulle scorie serve l’unità e la volontà del popolo e delle istituzioni sarde per dire No a questo scempio e approvare una legge sulla Scuola in Sardegna. Mercoledì chiederò al Presidente del Consiglio e ai capigruppo in Consiglio Regionale di organizzare, come per le scorie, gli Stati Generali in Consiglio con i territori interessati”. Giù le mani dalla scuola insomma, “e basta con queste idiozie di parametri economici e finanziari su tessuti vitali come l’istruzione. Poi se proprio si vuole risparmiare si torni al passato con i Comuni protagonisti nella gestione delle scuole, sino a 24 anni fa anche i bidelli erano dipendenti comunali, e il Dirigente lo si sceglie tra i docenti di ruolo”.


In questo articolo: