Diabete in Sardegna, emergenza continua per 80mila malati: “Pochi diabetologi e mistero sui fondi della Regione”

Esplodono le criticità nella “giornata mondiale del diabete”, nell’Isola gli 80mila sardi malati continuano a dover fare i conti con il “silenzio” della politica regionale: “Non si sta investendo abbastanza”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA al presidente di Diabete Zero Onlus Francesco Pili

Ottantamila sardi sono malati di diabete, e la cifra è destinata ad aumentare. Tra i primi posti al mondo nel rapporto tra numero di abitanti e malattia, l’Isola si trova a dover fare i conti con varie emergenze. A snocciolarle, durante la “giornata mondiale”, è Francesco Pili, presidente della Diabete Zero onlus: “Ci sono pochi diabetologi, quelli attualmente in servizio sono alla fine della loro carriera sanitaria, e non si sta investendo sui giovani. Ogni giorno serve la garanzia di un servizio medico così importante, tanto sui bambini quanto sugli adulti, perchè possano essere seguiti e curati al meglio”. Non c’è ricambio, in altre parole: e non è l’unico problema.

Sì, perchè, se la tecnologia ha fatto “passi da gigante, quindici anni fa si utilizzava il glucometro, oggi tantissimi hanno il microinfusore che consente di condurre uno stile di vita migliore”, la rincorsa tech non è andata di pari passo con “le ristrettezze economiche del mondo della sanità, a livello nazionale”. E regionale: “Da anni, ormai, stiamo lanciando l’appello per la creazione di un team diabetologico, per dare informazioni precise alle famiglie dei piccoli malati di diabete e agli adulti colpiti dalla malattia”. Composto da “un diabetologo, un dietista e uno psicologo”, spiega Pili. Sinora non c’è traccia di ciò. E i fondi? Sufficienti o insufficienti? Al netto dei tagli e delle poche risorse, Pili è netto: “La Regione dovrebbe aprire un tavolo di confronto e incontro con le associazioni, per metterle al corrente delle esatte risorse messe a correre”.