Delunas:”Pani come Buzzanca”. La replica di Tonio: non lecco deretani

Clamoroso scontro a Quartu. Il sindaco: “Tonio Pani fa figure di merda, mi viene da ridere. Visto che i ribelli non hanno firmato?”. La replica di Pani: “Almeno io non ho leccato per anni il deretano del padrino-padrone della politica quartese”

Good morning Quartu, scontro politico al vetriolo tra il sindaco Stefano Delunas e Tonio Pani, diventato ormai il leader assoluto dell’opposizione. E questa volta a inesscarlo con un attacco diretto è proprio il primo cittadino dimissionario Delunas, che si è presentato così questa mattina ai quartesi: “Good Morning Quartu. Come direbbe Lando Buzzanca in una sua celebre gag : ” Mi vien che ridere ” oggi, di buon mattino il mio barbiere preferito, attraverso le sue dichiarazioni all’Unione Sarda e ai giornali telematici, mi ha aumentato alla ennesima potenza il mio solito buonumore. E vi spiego il perché: 1. I miei ex amici, si proprio quelli che ieri mattina si sono presentati soli soletti al Comune per far finta di firmare e far firmare chi, a parole, ma solo a parole, vuole andare a casa e pertanto farmi cadere, non hanno firmato neanche loro. Divertente no? 2. Quelli che dovevano firmare e che non hanno firmato, non lo hanno fatto. Ma non solo. Non hanno neanche lasciato nelle mani del segretario generale, la dott.ssa Paola Lai, il documento delle firme. E sapete perche’? Perche’ avevano una fifa matta che lasciandolo in mano alla segretaria generale, arrivasse il sottoscritto per apporre la dodicesima firma, per poi chiamare a firmare i consiglieri di Quartu Riparte, in primis il suo capogruppo, Roberto Cannarella ( che aveva gia’ firmato la lettera delle mie dimissioni nella seduta dell’ultimo consiglio comunale. E così saremmo arrivati alla 13 ‘ firma. Ne sarebbero mancate altre 3. Ed ecco. Che avrebbero firmato anche gli altri consiglieri di Quartu Riparte, ovvero Paolo Cocciu e Silvana Cadeddu. Mancava quindi la 16′ firma. E per averla, avrei chiesto alla piu’ giovane consigliera comunale d’Italia, la diciannovenne Chiara Pili del PD. 4. Svelato il bluff di Tonio Pani. Eppure glielo avevo detto di non seguire cattivi maestri. Sin quando lo seguira’, gli farà collezionare altre figure di m…..a. Eppure il mio barbiere passava per uno scaltro e un po’ volpino. Nella nostra lingua sarda campidanesa si dice e si scrive pressapoco così : ” meresciani “. Come direbbe Lando Buzzanca in una sua celebre gag : ” mi vien che ridere”. Pensare che l’ex candidato sindaco Tonio Pani abbia voluto mutuare paro paro un bluff trito e ritrito non fa che farmi venire, di buon mattino, il buonumore. Allora, cerchiamo di far capire ai miei concittadini dove sta questo bluff del mio barbiere preferito. 1. Non ha firmato nessuno di coloro che hanno dichiarato di aver firmato. 2. Nessuno di coloro che hanno dichiarato di aver firmato, non solo non hanno firmato, ma non hanno neanche consegnato alla segretaria generale, la dott.ssa Paola Lai, il documento delle dimissioni di massa. 3. Non lo hanno consegnato, così come avevano dichiarato all’Unione Sarda e ai giornali telematici perche’ avevano una fifa matta che lasciandolo in mano alla segretaria generale, arrivasse il sottoscritto per apporre la dodicesima firma, per poi chiamare a firmare i consiglieri di Quartu Riparte, in primis il suo capogruppo, Roberto Cannarella ( che aveva gia’ firmato la lettera delle mie dimissioni nella seduta dell’ultimo consiglio comunale. E così saremmo arrivati alla 13 ‘ firma. Ne sarebbero mancate altre 3. Ed ecco. Che avrebbero firmato anche gli altri consiglieri di Quartu Riparte, ovvero Paolo Cocciu e Silvana Cadeddu. Mancava quindi la 16′ firma. E per averla, avrei chiesto alla piu’ giovane consigliera comunale d’Italia, la diciannovenne Chiara Pili del PD. 4. Svelato il bluff di Tonio Pani. Eppure glielo avevo detto di non seguire cattivi maestri. Sin quando lo seguira’, gli farà collezionare altre figure di m…..a. Eppure il mio barbiere passava per uno scaltro e un po’ volpino. Nella nostra lingua sarda campidanesa si dice e si scrive pressapoco così : ” meresciani “. 

Ricordate il titolo del film di Troisi con Roberto Benigni? Qualcosa del tipo : ” pensava che fosse amore ed invece era un calesse”. Bene. Pensava di essere unu ” meresciani” ed invece e’ un semplice coniglio domestico fattu a succhittu. Ma senza aceto, olive nere e senza vino bianco e sale. Praticamente insipido. Good morning Quartu. Buona giornata a tutti Voi”.

Sin qui lo sfogo di Delunas. A stretto giro la risposta di Tonio Pani: “Avanti un altro!!!

Chi lo avrebbe mai detto che in questi primi giorni di agosto, sarei diventato il bersaglio di alcuni personaggi che fanno politica in città.
Sarò considerato “su saccu de is cropus” oppure mi considerano l’uomo da battere?
Questa volta però, l’attacco non arriva da uno qualunque, giunge addirittura dal nostro primo cittadino “Su Sindigu” de bidda”, quel “sindigu” che addirittura passa più tempo ad attaccare con spavalderia “Corradinica” i suoi concittadini su Fb che occuparsi realmente dei problemi della città. 
È un grande onore per me che il nostro “sindigu” mi abbia dedicato il primo pensiero della sua giornata, mi sento quasi emozionato perche non credevo di meritare le sue attenzioni, del resto è “su Sindigu”, “unu Sindigu stranu ma sempri sindigu est”.
L’emozione,mi viene data dal fatto che io sono un umile barbiere- improvvisatore campidanese che ha sempre vissuto del proprio lavoro, umilmente e onestamente. ,Avrei potuto elemosinare un posto di lavoro fisso ad un padrino-padrone ma non l’ho mai fatto. 
Avrei potuto fare carriera leccando il deretano di quel padrino-padrone per interi lustri ma non l’ho fatto, ci tengo troppo al mio alito: chi lecca deretani per interi lustri ha il fiato che puzza di sterco.
Io sono un umile lavoratore, barbiere, che vive del proprio mestiere e dell’affetto dei propri cari; avrei potuto dedicarmi alla frequentazione di giovani fanciulle laureate e studiate, avrei potuto circondarmi di giovani badanti zelanti che mi massaggiassero le cosce e mi passassero la crema quando necessario. 
Ma sono un barbiere proletario lavoratore che gode di ottima salute e non necessita di cure neurologiche e di pannoloni, il prozac lo conosco per sentito dire e la Madonna la vedo in chiesa, dipinta nella meravigliosa chiesa in cui mi hanno battezzato, io non la vedo per strada la Madonna, sono un umile barbiere lavoratore, lascio le visioni della Vergine agli unti del Signore. Io ho cari pure gli amici, mica li sodomizzo alla prima occasione utile, non li fotto al primo angolo perché da umile barbiere son diventato consigliere comunale. Come diceva il protagonista di un noto film del passato: un uomo nella sua vita ha due sole cose, la propria parola e le proprie palle. Come diceva un noto adagio evangelico, è più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago che un bradipo diventi un purosangue arabo. Con cortesia, un umile barbiere lavoratore appassionato di poesia campidanese, sport, pittura,musica e politica. 
Come diceva mio nonno:”a chini no tenit cos’e fai scrafit su colu a is canis”,ma lui (Su Sindigu) evidentemente è in ferie e di tempo ne ha.
Ferie?
Qualche suo collega direbbe: ma quali ferie ….non ha mai lavorato!!! Tra permessi e permessini (sempre per impegni politici) non si presenta mai in ufficio.
Quello stesso “sindigu” che oggi mette in ridicolo un’intera comunità.
quel “sindigu” ritenuto indegno di ricoprire il ruolo di presidente del parco di Molentargius (triste primato storico).
Quel “sindigu” che dall’alto delle sue nobili radici, usa con disprezzo la parola “barbiere” e denigra la più tradizionale e storica delle arti sarde, quella della poesia d’improvvisazione.
Quel “sindigu” che durante il consiglio comunale mi invita a rivolgermi ad un otorino per risolvere i miei (a suo dire)problemi di sordità, ignorando che probabilmente lui avrebbe bisogno di uno specialista che intervienga su altre specificità.
Quel “sindigu” che durante un’intervista di ieri promette feste per tutti e un’estate scintillante con spettacoli vari (si sarà accorto che l’estate sta finendo?), dimostrando di fatto, che per ora l’unico spettacolo è quello suo.
Quello stesso”sindigu” che annuncia: festeggerò il ferragosto con i cittadini!!!
La vera festa i cittadini la faranno quando andrà via.
In trentacinque anni di gare poetiche ho affrontato i giganti della storia ma se dovessi paragonare questa disputa, mi sento un cecchino sulla croce rossa.
Lei mio caro”sindigu”, non ha offeso me, offende la sua città, offende quegli elettori che Tonio Pani rappresenta (il 20%) e che non lo avrebbero voluto come “sindigu”, offende il restante 65% che non lo avrebbe voluto come “sindigu”, e offende quella briciola del 15% che lo ha votato ma che ora si pente amaramente di averlo fatto.Lei mi ha paragonato a un coniglio domestico senza aceto,e allora mio caro Bradipo,deve sapere che i Quartesi sono troppo buoni,perche in situazioni simili da qualche altra parte lo avrebbero già “setziu in su burricheddu po lassai sa bidda de chitzi mannu”.
So di valere uno, e non avrò sicuramente la forza di salvare la mia città, grazie alla complicità di chi l’ha messo lì e ora non ha il coraggio di rimediare allo scempio, ma io ho uno strumento che mi permette di rispettare la tradizione Quartese, quella dei “Goccius” che lei merita signor “sindigu”.mi viene in mente una storia, quella di un nostro concittadino scaltro,che aveva avuto una disavventura finendo in carcere;scontata la pena incontra un amico che con poca finezza gli dice:saludi Franciscu, Accabadas is vacanzas? (alludendo al carcere)E lui: deu de presoni ndi seu bessiu,ma tui de tontu no ndi bessis prus!!!
E allora concludo,Quartu ha bisogno di cure, puo guarire estirpando il tumore,ma lei “sindigu” non so se guarisca!!!”. 


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