Del Giacco a Radio Casteddu: “La zona arancione? Paghiamo i bagordi”

A Radio CASTEDDU l’immunologo dell’Aou di Cagliari: “La zona bianca ci ha fatto sognare per un po’ ma la libertà effettivamente l’abbiamo pagata perché ha influito per l’aumento dei contagi. Anche la variante inglese è stato uno dei motivi perché ha una maggiore contagiosità”

A Radio CASTEDDU, Stefano Del Giacco, Immunologo Azienda ospedaliera universitaria di Cagliari: “La zona arancione? Paghiamo i bagordi”.

“La zona bianca ci ha fatto sognare per un po’ ma la libertà effettivamente l’abbiamo pagata perché ha influito per l’aumento dei contagi. Anche la variante inglese è stato uno dei motivi perché ha una maggiore contagiosità”.
Che prospettive ci sono per il futuro? ”La zona arancione ci aiuterà a contenere, sicuramente come quei pochi giorni di zona rossa a cavallo di Pasqua. Purtroppo nel frattempo è fondamentale vaccinare a più non posso perché questa è l’unica soluzione. Per quello che facciamo al policlinico di Monserrato e a Cagliari noi stiamo andando avanti perché è dal 27 dicembre che stiamo vaccinando senza sosta. Abbiamo già vaccinato varie categorie di soggetti a rischio e abbiamo già iniziamo con i pazienti fragili, stiamo migliorando in Sardegna. Comunque si può fare molto di più, per esempio vaccinare sino a tardi. È bene vaccinare bene, è stata una saggia decisione, con entrambi le dosi e chiamare soprattutto le categorie a rischio”.
In genere le regole vengono rispettate, basta però poco per compromettere tutto: “Io non ho dubbi che la maggior parte delle persone siano ligie alla mascherina, a tutte le norme di sicurezza e questo bisogna continuare a farlo: invito a farlo anche a chi è stato già vaccinato perché non è ancora chiaro, se chi è vaccinato, possa essere vettore del virus per chi non lo è.
I bagordi ci sono stati: vari casi sporadici soprattutto tra i giovani, festicciole più o meno clandestine. È stato un lato umano, la voglia di sfogarsi ma dall’altro il messaggio è un danno per tutti e l’abbiamo visto perché siamo tornati subito in zona arancione. Bisogna veramente limitare anche quella piccola parte di persone che non rispetta le regole, bisognerebbe essere forse un po’ più attenti a individuare queste situazioni a rischio”.
Quanto può aver pesato il fatto che il vaccino AstraZeneca è stato bloccato per qualche giorno per poi essere riammesso? Può avere influito in una sorta di disaffezione da parte delle persone? “Questo è assolutamente vero: è stato un disastro a livello mediatico la campagna in occasione del riesame dei potenziali effetti collaterali dell’AstraZeneca che già non godeva di una grandissima fama all’inizio per via dell’età individuata e, poi, questo stop, che è stato successivamente smentito, ha creato parecchi danni. Effettivamente ci sono molte persone che sono riluttanti nel voler fare il vaccino, io mi sento assolutamente di dire che è sicuro come gli altri, comporta quella minimissima percentuale di rischio che hanno i vaccini. Ovviamente ci sono una serie di patologie e situazioni cliniche che controindicano l’utilizzo dell’AstraZeneca e che vengono valutate all’atto della vaccinazione: in questo caso il paziente viene fermato e poi avviato ad un altro tipo di vaccino. Ma ribadisco: suggerisco di non esitare se c’è la possibilità di vaccinarsi”.
Dopo un anno siamo ancora pressoché nella stessa situazione, questo sistema di colori evidentemente non ha funzionato: “Al giorno c’è un numero troppo alto di morti, i colori hanno un evidente limite, si dà un colore a tutta la regione. Adesso qualcosa è cambiato perché anche in Sardegna abbiamo avuto alcuni paesi che sono diventati zona rossa quando noi eravamo ancora zona bianca e questo sarebbe forse più saggio: mini zone rosse, un lockdown stretto per le aree geografiche, per i paesi che hanno dei parametri fortemente fuori dalla norma. Per il resto sicuramente tutto è perfettibile, bisogna trovare un sistema che sia un po’ più flessibile per certi versi, ma neanche troppo, perché abbiamo visto che al momento è tanta la voglia di libertà. I ristoratori, albergatori commercianti che sono in difficoltà hanno tutta la nostra solidarietà ma sicuramente questa zona arancione e a Pasqua la zona rossa, per la Sardegna va bene. Avremmo avuto forse un’invasione indiretta di turisti, di vacanzieri che avrebbero approfittato della zona bianca. Da un lato è stato un bene, ma la vedo positivamente anche per gli stessi ristoratori e albergatori perché ci potrebbe permettere di diventare poi zona bianca nel periodo migliore, nell’alta stagione. Mi auguro che la zona gialla torni quanto prima, ma l’unico modo per uscirne è vaccinare tantissimo. Abbiamo visto l’Inghilterra che ha vaccinato decine di milioni di persone, e stanno riprendendo la vita normalmente: questa è la chiave”.

Risentite qui l’intervista a Stefano Del Giacco del direttore Jacopo Norfo e di Paolo Rapeanu
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