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Home area-vasta

Dc9 caduto a Capoterra, nuove rivelazioni: “Sparate chi arriva”- VIDEO

di Elisa Medda
22 Giugno 2017
in area-vasta, sulla-sulcitana

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Il disastro del Germanwings 9525 caduto nelle montagne alpine fa tornare d’attualità il problema dello smaltimento dei rottami delle sciagure aeree. Chi deve occuparsi dei rottami derivati da simili disastri? 
 
Riaffiora così, in Sardegna, anche la storia dell’aereo DC9 ATI di Capoterra in provincia di Cagliari. Un inedito ed  ESCLUSIVO VIDEO DOCUMENTARISTICO realizzato dal giornalista Marcello Polastri (link http://youtu.be/Zt1fTlZNj1w) , SVELA dettagli sconosciuti ai più sulla tragedia del 1979. Sia su quanto accaduto in passato in tema di incidenti aerei e sia per quanto potrebbe accadere nell’immediato futuro circa lo smaltimento di quelli che vendono considerati rottami ma secondo Polastri sono “qualcosa di molto diverso, di molto più importante”. 
 
 In una intervista esclusiva  parlano anche i protagonisti del periodo; dai reporter dell’epoca, giornalisti de L’Unione Sarda, ai soccorritori, come ad esempio Claudio Squintu: l’ex militare venne prelevato a notte fonda dal campo base di Teulada e trasportato in elicottero sul luogo del disastro con “l’ordine di sparare chiunque si accostasse ai resti dell’aereo e ai corpi martoriati”. 
 
Segno evidente che il ricordo del DC9 lega ancor oggi, con un feeling sottile e tenace, noi vivi alle 31 vittime di quel disastro aereo. Rivive su quella distesa di rottami sparsi tra la vegetazione spontanea, a pochi chilometri da Cagliari, in una terrazza naturale di roccia e querce secolari nella quale, ancor oggi, emerge il luccichio dei pezzi metallici. 
 

Sui quei monti, a Capoterra infatti, a più di seicento metri d’altezza tra le rocce di Conch’é Oru, esiste un luogo nel quale l’aria si fa spessa, a tratti diventa elettrica e crea sgomento. Tutto ciò avviene a distanza di decenni da una tremenda sciagura aerea ricordata, per la presenza di alcune croci su quella terrazza naturale, ancora dai parenti delle vittime che risalgono la montagna per render loro omaggio. 

Un incidente aereo che risale al 1979 e che oggi torna d’attualità, dopo il recentissimo disastro del volo Germanwings 9525nel quale l’aereo si è schiantato nelle Alpi francesi. Anche in questi momenti sono in corso indagini ed accertamenti sui rottami del velivolo, sulla scatola nera.  

Mentre in Sardegna è stato reso noto che sarà la compagnia aerea a occuparsi di smaltire, a decenni di distanza dal disastro aereo del 1979, i rottami del Dc9 Ati precipitato sulle montagne di Capoterra. Secondo l’associazione Sardegna sotterranea e CSEN , centro sportivo nazionale europeo “quei testi sono preziosi e andrebbero lasciati la, meglio ancora protetti come reperti storici ” afferma Marcello Polastri alla guida di Sardegna sotterranea.

Il Giornalista presidente dell’associazione esplorativa che da poco ha effettuato un sopralluogo nel libro dell’impatto afferma che “i resti dell’aereo non possono arrugginirsi poiché in metallo duraturo, leghe perlopiù speciali, e come tali andrebbero uniti ad una sorta di sentiero del ricordo, un santuario della memoria, emblema dei disastri aerei che lasciano profonde cicatrici nella memoria temporale, e psico-fisica”. 

Da qui un appello alle istituzioni: “Per fare di questo sito nostrano un emblema qual è, ma valorizzato a dovere con in concorso di idee”, conclude Polastri.  

Tags: aereocapoterra
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