Daspo per i parcheggiatori abusivi a Cagliari: “Ne sono rimasti pochi e vivono solo di quello”

Tra le strette previste da Truzzu c’è anche quella contro chi chiede qualche moneta nei parcheggi cittadini. La maggior parte sono senegalesi, Abdou Ndiaye: “Tra loro tanti padri di famiglia che cercano di fare qualcosa di dignitoso senza chiedere l’elemosina. Il sindaco doveva andare a parlare con queste persone e trovare insieme soluzioni meno dure del Daspo”


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Ci sono quelli cento per cento sardi, si possono trovare non distanti dal cimitero di San Michele soprattutto nei giorni del culto dei morti, o attorno alla Unipol Domus durante le gare casalinghe dei rossoblù. A Cagliari i parcheggiatori abusivi che si trovano nei principali parcheggi all’aperto e nelle vie del centro sono, però, stranieri. Il Comune, all’interno del regolamento per la sicurezza, ha previsto per loro il Daspo urbano. Fuori da Cagliari, non si sa per quanto tempo. Una mossa che, se può piacere soprattutto a una parte dell’elettorato di centrodestra, scontenta non poco e fa preoccupare chi guida la comunità senegalese, cioè la maggior parte dei parcheggiatori presenti in città. Abdou Ndiaye lo dice chiaramente: “È un provvedimento molto duro, si va ad espellere una persona dal territorio nel quale vive da anni, alcuni anche da venti. Non capisco le ragioni del sindaco, più della metà dei ragazzi presenti nei parcheggi ha già firmato una sorta di Daspo, andando via dall’Isola per lavorare a Milano o fuori dall’Italia. Questa è una certezza, molti sono andati a cercare un lavoro”. E per chi resta? Avvicinarsi agli automobilisti, proponendo calze o fazzoletti o chiedendo qualche moneta “rappresenta l’ultimo baluardo per fare qualcosa di dignitoso senza andare a chiedere l’elemosina”.
Sono però molti i cagliaritani che si dicono infastiditi dai parcheggiatori abusivi, bollandoli come insistenti e petulanti: “Ma infatti, l’abbiamo sempre denunciato anche noi. Se un parcheggiatore non si ferma dopo che una persona gli dice che non gli serve nulla e insiste, allora non è più un parcheggiatore. Molti sono padri di famiglia e non sono pericolosi, estremi”, assicura il rappresentante della comunità senegalese a Cagliari. “Al sindaco gli ho sempre detto che, prima di prendere certe decisioni, avrebbe dovuto parlare con queste persone e verificare insieme a loro come trovare delle soluzioni condivise e non estreme”.


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