Dalla macelleria ai supermercati, la scelta salvavita di una coppia di San Gavino: “Non avevamo mai avuto padroni”

Dopo 41 anni hanno chiuso la loro rivendita al centro del paese, Ranieri Secci e Daniela Canargiu: “Prezzi troppo alti e sempre meno clienti, impossibile proseguire”. La coppia ha trovato lavoro nella grande distribuzione: “Passare da piccoli imprenditori a dipendenti dopo tantissimi anni è, comunque, sconfortante: almeno avremo uno stipendio sicuro”

L’hanno combattuta, proponendo filetti e bistecche per decenni dal loro box del mercato civico di San Gavino Monreale, la grande distribuzione. Dopo 41 anni, però, Ranieri Secci e Daniela Canargiu, marito e moglie, entrambi macellai, hanno trovato nei supermercati dei marchi più noti la loro ancora di salvezza. La macelleria l’hanno chiusa da pochissimi giorni, il loro post su Facebook è stato condiviso da tantissime persone. “Dopo tanti anni di lavoro ci troviamo nella situazione di dover chiudere anche noi la nostra attività. Mai avremmo immaginato di poterci trovare in questa situazione. Abbiamo fatto la scelta di cercare altre strade. Un ringraziamento speciale a tutti coloro che ci hanno dato fiducia e supporto sino alla fine con tanta emozione, vi salutiamo tutti”. Le cause del ko finale? Tante, come spiega Daniela Canargiu: “Non c’è più mercato, nel vero senso della parola. Il centro di San Gavino Monreale è disabitato, ci siamo lamentati con il Comune, chiedendo anche di avere più parcheggi, ma non è stato sufficiente. I prezzi sono aumentati, non solo quelli delle bollette”. Basta pensare alla carne: “I fornitori chiedono di più, purtroppo a partire dal Comune e sino ad arrivare al Governo non abbiamo avuto aiuti”.
E così, Ranieri Secci, 63 anni, e la moglie, 50 primavere, si sono messi a cercare altro. E l’hanno trovato, ovviamente non in un’altra bottega o in un altro box: “Mio marito ha aperto l’attività ne 1981, dopo dieci anni sono arrivata a collaborare con lui. Purtroppo, a malincuore, siamo passati dall’essere padroni, piccoli imprenditori, a dipendenti”. Una realtà che, soprattutto in Ranieri Secci, gli crea “molto sconforto. Cambiare così, a pochi anni dalla pensione, non è semplice. Certo, abbiamo due stipendi sicuri, la nuova sicurezza che stavamo cercando l’abbiamo trovata”.


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