Dal Sarcidano la bellissima storia d’amore di Luisa e Beppe, nata dopo l’ospedale

Dal Sarcidano la bellissima storia d amore di Luisa e Beppe. “L’amore può arrivare quando meno te lo aspetti, improvvisamente e se credessi agli angeli penserei che ogni tanto siano loro a giocare strani scherzetti agli umani”.

Dal Sarcidano la bellissima storia d amore di Luisa e Beppe. L’amore può arrivare quando meno te lo aspetti, improvvisamente e se credessi agli angeli penserei che ogni tanto siano loro a giocare strani scherzetti agli umani. Mi chiamo Luisa e ho 52 anni. Non sono brutta, anzi sono una donna carina e ho un carattere decisamente gioviale e aperto. Mi sono sposata a 20 anni con un uomo molto più grande di me. Allora vivevo in un piccolo paese della Sardegna con i miei genitori e facevo le “vasche”, insieme alle mie amiche nella via principale del paese per poi rientrare all’ora di cena. E’ così che conobbi lui. Sembrava sicuro di se, e a me piaceva l’idea di essere corteggiata da quell’uomo che fumava Marlboro appoggiato allo sportello della sua macchina, parcheggiata a poco distanza dal bar. Mi seguiva con lo sguardo, poi dopo qualche tempo tentò un approccio. Io ero una ragazzina,non sapevo nulla della vita e certo a casa mia non si parlava di certe cose. Ci fidanzammo e nei paesi piccoli come era il mio non si cambia fidanzato tanto facilmente. Mi lasciai trascinare senza fare nulla dentro quel vortice, poi ci sposammo, sono arrivati tre figli e il tempo è passato. Non so neanche dire se un giorno l’ho amato o quando ho smesso. So solo che il nostro non era un bel rapporto, spesso dovevo ingoiare, fare finta di niente, anche quando lui era aggressivo. Lo avevo imparato da mia madre, quello era il matrimonio. I figli ti riempiono sempre la vita, il parto e poi le poppate, i panni, la scuola, i giochi, i litigi tra fratelli, le prime bizze di adolescenti. Gli anni sono passati, anzi ne sono passati trenta .

Un giorno un controllo medico in più e la drammatica sentenza. Mio marito aveva il tumore ai polmoni. Giorni e giorni passati in ospedale, vai e torna. Io ero abituata ad accudire e così ho continuato a farlo anche allora, aiutavo persino quel simpatico compagno di stanza, un po’ pazzo e impacciato, ma tanto solo. Era vedovo e i suoi figli andavano poco a trovarlo perchè anche loro abitavano in un paese da dove è complicato raggiungere la città. Beppe riusciva a strapparci persino qualche risata in quei tristi momenti. Poi lo hanno dimesso e non l’ho più visto. Pochi mesi e mio marito se n’è andato. La stanchezza di una vita mi è caduta addosso, mi sono trovata all’improvviso senza niente da fare dopo tutto quel tempo trascorso a fare. Sono passati i giorni e poi le settimane e all’improvviso mi chiesi che fine potesse aver fatto Beppe. Avevo il suo numero e decisi di chiamarlo per sapere come stava e per dirgli che mio marito non c’era più. Mi rispose, ma io non sentivo niente, solo un rantolo. Non sapevo che nel frattempo era stato tracheotomizzato. Subito dopo mi arrivò un messaggino. Mi chiese di vederci per un caffè. Ci trovammo entrambi a Cagliari in centro. Ci raccontammo e scherzammo come sempre e anche se lui parlava a monosillabi io lo capivo. Una settimana dopo, era il 5 dicembre e lo ricorderò per sempre, lui era a Cagliari per la terapia, mi invitò a pranzo e dissi si. Arrivai all’appuntamento e lo trovai con in mano una rosa, i nostri occhi si incontrarono e non so dire esattamente che cosa è successo, ma a me batteva il cuore come ad una quindicenne. Dopo pranzo mi accompagnò a casa e quando si fermò per farmi scendere io lo baciai. Non riuscimmo più a staccarci da allora, volevamo sempre stare insieme, amarci e coccolarci, tenerci per mano. E’ un grande amore il nostro, dopo sei mesi abbiamo deciso di vivere insieme. Io ho lasciato il mio paese, mi sono trasferita nel suo. Sono contenta, anche se un po’ preoccupata per la salute di Beppe, la sua famiglia è molto accogliente e a noi basta stare insieme. Questa è la mia storia, non ci importa del domani, viviamo giorno per giorno l’uno per l’altra. Luisa Risposta e Commento di Raffaella Aschieri. Luisa grazie per questa tua bella e intensa storia. Si, perché è proprio cosi, nell’arco di una vita si possono vivere più vite e anche molto diverse. Per trent’anni ti sei dedicata a un matrimonio non troppo felice e alla crescita dei figli. Poi la stessa vita ti ha reso libera con il lutto da quel matrimonio che, per educazione e cultura familiare, hai accettato senza troppe discussioni e ti ha portato l amore vero, ti ha condotto in una esistenza diversa come forse non avresti mai immaginato. Ma diciamolo: ci vuole coraggio. Molto spesso la paura di rimettersi in gioco frena e dissolve la possibilità di essere felici. Ma certamente non nel tuo caso. Buon tutto.Scrivete le vostre lettere a studio.aschieri@gmail.com


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