Da Elmas al Niger per aiutare gli ultimi, poi il tumore fulminante: lacrime per la morte di Severino Pinna

Una vita spesa, in parte, come missionario laico nel cuore dell’Africa, ha trascorso 6 anni per costruire da zero una parrocchia. Un cancro l’ha ucciso nel giro di un mese. Conosciuto in paese ma anche a Cagliari, lascia 7 fratelli. Il ricordo di don Fiocco, direttore del centro Papa Luciani: “Un’ottima persona, ha aiutato tantissimo la nostra comunità religiosa”. Dopodomani il funerale, le sue ceneri arriveranno in Sardegna.

Era ricoverato all’ospedale di Feltre dal 19 novembre scorso, per una malattia scoperta da qualche giorno, un tumore. Era stato operato con qualche speranza, ma una serie di complicanze ha avuto un esito fatale nella serata di ieri. Severino Pinna, 56 anni, nato a Elmas, missionario laico per sei anni in Niger, non c’è più: il suo cuore si è fermato per sempre. Era nato a Cagliari il 5 febbraio 1965 e aveva lo stesso nome del padre, che non ha mai potuto conoscere perchè era morto in un incidente sul lavoro pochi mesi prima della sua nascita. Cresciuto dalla madre, lascia 7 fratelli. Severino Pinna era entrato nel mondo del lavoro, specializzandosi nel settore immobiliare. Era poi passato a Bergamo a lavorare in una grande tipografia e poi in Islanda in un cantiere minerario. Approdato nel villaggio di Corte in Cadore era entrato in contatto con don Virginio De Martin – allora parroco di Valle, Venas e Cibiana – e aveva scelto di donare qualche anno della sua vita in Niger, nella missione di Gaya. “Il 17 marzo 2011 ho fatto la mia prima visita a Gaya, in Niger, dove la diocesi aveva aperto da alcuni mesi una missione. E laggiù mi ha contagiato il mal d’Africa che, dal 1primo dicembre 2011 fino al settembre 2017, mi ha portato in Niger, a costruire le strutture necessarie alla parrocchia di Gaya, al fianco di don Augusto Antoniol”, spiegano dalla chiesa di Belluno Feltre.
“Il carattere forte e generoso ha reso Severino intraprendente progettista, capocantiere e impresario, per realizzare dalle fondamenta quelle strutture che la nostra diocesi ha lasciato a beneficio della locale comunità cristiana. Tra le maestranze nigerine è rimasto senz’altro un grato ricordo, non solo per i suoi modi e gli arcani intercalari in sardo che non mancavano mai”, ricorda don Fiocco. Alla fine del 2017 il vescovo Renato, richiamando don Augusto in diocesi, fece a Severino una proposta: «
“Perché non metti la tua sapiente manualità al servizio del Centro Papa Luciani?”. Severino aveva risposto di sì, diventando manutentore a Col Cumano, dove ha dato ampia prova delle sue abilità tecniche e manuali, nella cura del verde, dei fiori, della casa. Il vescovo Renato, gli addetti del Centro missionario diocesano, il Consiglio di amministrazione e i dipendenti del Centro Papa Luciani si uniscono ora in un abbraccio di solidarietà e cordoglio, che vogliono far giungere nell’amata Sardegna ai fratelli, alle sorelle, ai nipoti. “Ricordano nella preghiera quest’uomo un po’ burbero, ma dal cuore grande, che era diventato uno dei nostri. A maggior ragione, sarà ricordato con nostalgia nei prossimi giorni, quando verrà acceso il grande albero di Natale di Col Cumano: un’idea sua Ora riposi in pace, nelle braccia del Signore Gesù”. I funerali saranno celebrati sabato 4 dicembre alle nove nella chiesa parrocchiale di Santa Giustina. La salma verrà poi portata alla cremazione: i familiari riporteranno le ceneri nella sua Sardegna.


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