Cultura a Cagliari, il Cosass: “I privilegi solo ai tempi di Floris”

Il sindacato interviene sulla polemica dei contributi e difende l’operato della giunta Zedda

Cultura a Cagliari. Sulla polemica scatenata nei giorni scorsi, dopo la pubblicazione delle graduatorie provvisorie dei contributi comunali per le manifestazioni culturali e di spettacolo,  interviene il COSASS, Coordinamento degli Organismi dello Spettacolo e delle Arti Sceniche della Sardegna. “Questa Giunta sta attuando delle buone politiche di politica culturale – scrivono in una nota – I privilegi di cui parlano hanno caratterizzato le vecchie amministrazioni, quando l’assegnazione dei contributi era del tutto arbitraria, indifferente a leggi e regolamenti. Basti pensare al Piccolo Auditorium, assegnato nel 2009 alla Scuola d’Arte Drammatica, senza bando e con assegnazione diretta”.

 Il COSASS si dissocia quindi dall’attacco dell’opposizione in Comune. “Respingiamo – dicono i rappresentanti del coordinamento – con fermezza le posizioni di chi, non conoscendo gli atti della Commissione e i progetti presentati, e perciò non distinguendo le qualità dei programmi approvati, la storia artistica delle associazioni e la durata delle manifestazioni proposte, ha rivolto ad alcune delle associazioni che hanno avuto un alto punteggio, accuse personali false, infamanti e meschine, peraltro in linea con la purtroppo nota personale visione del mondo, della cultura e della politica espressa nell’ultimo ventennio nel governo di questa città.

I contesti politici e le associazioni ad esse collegati da cui proviene questo atteggiamento aggressivo e la brutale campagna di diffamazione, minano una civile dialettica di confronto e mostrano di temere che il nuovo approccio (regolamenti, bandi, commissioni, criteri, trasparenza) renda precaria la posizione di privilegio finora occupata.

E’ evidente infatti che si tratta degli stessi che, negli anni passati e con le precedenti giunte, erano stati artefici e fruitori di pratiche spartitorie, di favori e concessioni ‘liberali’ di contributi assolutamente arbitrari, indifferenti a leggi e regolamenti vigenti (per tutti basti ricordare la assegnazione nel 2009 del Piccolo Auditorium, più alcune aule del Liceo Artistico, più un contributo di 40 mila euro all’anno per tre anni, senza bando e con assegnazione diretta, alla Scuola d’Arte Drammatica da parte degli Assessorati alla Cultura e alle Politiche Sociali della giunta Floris o le munifiche elargizioni di centinaia di migliaia di contributi annui per un solo progetto assicurate ad alcune associazioni).

Sosteniamo e appoggiamo le buone pratiche di politica culturale inaugurate dall’attuale giunta, i momenti di confronto fra istituzione e comparti dello spettacolo, l’attivazione di nuove modalità di assegnazione di contributi che, rendendo le procedure più certe e trasparenti, sottrae il futuro della programmazione delle attività culturali a Cagliari e dei lavoratori dello spettacolo all’arbitrio e alla più totale discrezionalità.

L’adesione all’impostazione di politica culturale, non impedisce tuttavia che si rilevino alcune criticità, fra cui l’eccessiva lungaggine dei tempi di assegnazione e la complessità burocratica del bando di assegnazione e del nuovo regolamento, che sembrano rendere necessaria una attività di revisione e perfezionamento a cui COSASS intende contribuire.

Per questo motivo abbiamo suggerito a tutti gli associati COSASS che si ritengono insoddisfatti dell’esito del bando, di chiedere l’accesso agli atti della procedura, per poter individuare gli aspetti del proprio progetto che la Commissione preposta ha giudicato negativamente, favorire la perfetta comprensione delle caratteristiche del nuovo regolamento e poter quindi suggerire, di converso, le opportune modifiche.

Tale consapevolezza sarà utile per sviluppare, in un confronto aperto, la discussione e la proposizione di tutti quei cambiamenti necessari a rendere ancora più efficiente e condivisibile la politica culturale del Comune di Cagliari e la auspicata coincidenza degli interessi pubblici con l’impegno dei soggetti privati”.


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