Cronaca dalla Basilica di Bonaria: torna a Dio Fra Lorenzo

Grandissima folla ai funerali: “Oggi è speciale – ha detto padre Atzori – ed il Signore ha scelto una data così importante per Fra Lorenzo, quello del suo novantasettesimo compleanno, e ci invita alla sua festa”. 

 

La musica e le parole del laudato sii hanno introdotto il feretro di Fra Lorenzo trasportato dai frati cappuccini nella  Basilica di Bonaria. Ha scelto le parole di San Francesco d’Assisi il padre provinciale dei cappuccini, Giovanni Atzori, per introdurre la messa: “spendendo tutte le energie dell’anima e del corpo affinché possiamo amare tutti, e soffrire nei mali insieme a loro…”.”Oggi è speciale – ha aggiunto padre Atzori – ed il Signore ha scelto una data così importante per Fra Lorenzo, quello del suo novantasettesimo compleanno, e ci invita alla sua festa”. 

“Desidero per un giorno ricordare anche la sua mamma e il suo papà. Sua mamma, Lelia, che mi ha colpito nel racconto svelatomi proprio da Fra Lorenzo. Mi disse che da bambino era un poco discolo e parecchio vivace. E allora, quando vide la sua mamma inginocchiata davanti al crocefisso, la sentì esclamare: ma itta razz’é fillu m’asi donau?”. Intanto la basilica è come esplosa in una risata ultrasonora.

“Il suo ricordo del papà – ha aggiunto il padre cappuccino – mi viene in mente perché  era un uomo molto retto e che però seguì fra Lorenzo nel convento accompagnandolo in vari momenti. La sua prima tappa, è stata un lungo servizio legato alla sua professione di infermiere, che faceva le veglie notturne e aiutava i frati. A Fra Lorenzo – ha proseguito padre Atzori – interessava molto il corpo umano, era affascinato da come potesse funzionare così bene, ad esempio  il cervello, studiandolo. 

Il suo interesse era legato anche alla cosiddetta farmacia dove si distribuivano medicine e parole confortanti. Aiutava i poveri, Fra Lorenzo, e distribuiva loro tantissime cose come la pasta, aiutando le persone e i bambini a godere dello stupore del presepio, ed anche gli adulti a diventare bambini nella magia della natività e del presepio. 

 

 

 

Fra lorenzo passò 25 anni sul Monte Arcuentu ed era la che cercava e ritrovava il legame con la natura e con Dio. Quando si parlava di preghiera era come un novizio che ascoltava e lui voleva ascoltare bene la preghiera. Si occupava sempre dell’ascolto e dell’accoglienza delle persone. Prima di morire ha chiesto perdono a Dio e ai frati, penso però che ci sia poco da perdonare a fra Lorenzo – ha detto in lacrime sull’altare il padre provinciale – perdonaci tu, per tutte le volte in cui non ti abbiamo capito”. 

 

“Negli ultimi giorni – ha concluso padre Atzori – Fra Lorenzo era molto affaticato, stava male, e ha chiesto un pezzetto di carta per provare a scrivere senza però riuscirci. Anzi, poi ha potuto comporre una frase che recitava: Amo tutti”. 

 

 

Sulla bara, poggiata per terra, in segno di umiltà e povertà, c’erano oltre alla figlia di ulivo selvatico anche i rami della sua terra natale, provenienti dal Monte Arcuentu che tanto amava.

 

Poi l’estrema unzione, dopo la comunione offerta ai fedeli, accorsi per fare l’addio a Fra Lorenzo da Sardara, il cappuccino “erede spirituale di Nicola da Gesturi e Nazareno da Pula” come ha detto anche l’Arcivescovo Arrigo Miglio che assieme a Padre Atzori ne ha tracciato il profilo umano e soprattutto spirituale.

 

 

 

“Fra Lorenzo e il Natale sono un binomio inscindibile, ed infatti Fra Lorenzo amava realizzare il presepio che ci ha lasciato in eredità nel Convento cappuccino” è stato detto. I padri cappuccini e i mercenari hanno intonato il canto natalizio “Tu scendi dalle stelle” prima di aspergere la bara. Ed anche il cielo plumbeo di Cagliari, la città del sole, ha versato lacrime anche quando al termine del rito, sotto la pioggia martellante, la salma è stata scortata da oltre un migliaio di fedelissimi. Sotto gli ombrelli: “vai con Dio Fra Lorenzo e continua a proteggerci, a confortarci” hanno detto in tanti davanti  all’ultima dimora terrena del Frate sole della nostra isola.

 


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