Covid, Nieddu: momento delicato, servono nuovi criteri per le fasce di colore e immunità di gregge per il ritorno a scuola

L’assessore regionale della Sanità spiega che la situazione è diversa da quella dell’anno scorso grazie ai vaccini, e perciò esclude la grande fuga dei turisti. Ma ribadisce l’appello: serve prudenza, la pandemia non è finita

La situazione è seria. E delicata. Indispensabile mantenere il sangue freddo necessario a prendere le decisioni più giuste, in perenne e precario equilibrio fra esigenze dell’economia ed emergenze sanitarie. L’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, dopo la boccata d’ossigeno delle scorse settimane è tornato in apnea a cercare soluzioni per la Sardegna, che ha scommesso sulla stagione estiva per provare a riprendersi dai colpi di un virus che di mollare la presa proprio non vuole saperne: ieri i nuovi positivi sono schizzati a 233, con una percentuale del 9,1% e 4 ricoveri: numeri così non si vedevano da aprile.

Intanto, spiega Nieddu, urge un cambio di rotta sui parametri da utilizzare per la definizione delle zone di colore: va da sé che, se la variante delta continua a imperversare, la zona gialla è un rischio concreto. “L’unico parametro veritiero, e l’unico che in questo momento dovrebbe essere utilizzato, è quello dell’incidenza dei contagi sugli ospedali: non è pensabile finire in zona gialla per il numero di positivi ma con gli ospedali vuoti o quasi”, dice Nieddu, che ha sollecitato una riunione urgente della commissione sanità della conferenza Stato-Regioni, anticipando quella fissata per giovedì prossimo, per chiedere ufficialmente di modificare i parametri di valutazione. Esigenza, assicura, condivisa da tutte le regioni e su cui anche il ministro Roberto Speranza ha fatto una importante apertura.

E mentre studia come proteggersi con tamponi molecolari sui turisti in arrivo dai paesi stranieri a rischio, la Sardegna prova a guardare avanti, pur se facendo inevitabilmente i conti con un recentissimo passato che brucia ancora. “Il ritorno a scuola? Naturalmente aspettiamo le indicazioni del governo, ma speriamo per allora di aver raggiunto l’immunità di gregge”, dice Nieddu, naturalmente augurandosi un anno in presenza e senza scossoni, che per gli studenti sardi dovrebbe iniziare il 14 settembre. Certo i ragazzi sopra i 12 e sotto i 19 anni vaccinati sono ancora pochi, il boom che forse ci si attendeva non c’è stato, ma la Sardegna ha recuperato terreno ed è passata dagli ultimi ai primi posti nella classifica nazionale. “Abbiamo scontato, più che in altre regioni, il rifiuto di AstraZeneca”, spiega Nieddu. “Avevamo i frigoriferi pieni e la gente non voleva vaccinarsi. Quando gli arrivi del siero anglo-svedese hanno iniziato a diminuire, sono aumentati i vaccinati. I problemi maggiori, come tutti, li abbiamo avuti nella fascia 60-79 anni, che ora stiamo recuperando con 9 hub a loro dedicati, senza prenotazione. Stiamo correndo e stiamo facendo il possibile per raggiungere la soglia di vaccinati che ci metterebbe in sicurezza”. Il carico da 90 sui ritardi l’hanno messo i medici di famiglia, con cui si è trovata l’intesa dopo mesi di trattative, mentre l’accordo, pur raggiunto, con circa 300 farmacisti, resta al momento in sospeso.

Una cosa è certa: l’intero sistema sanitario della regione, come nel resto d’Italia, è stato dedicato alla causa covid da un anno e mezzo a questa parte. “Quando siamo arrivati al governo della Sardegna abbiamo trovato un sistema sanitario già in crisi, con organici ridotti all’osso, pensionamenti in aumento e forti limiti strutturali del sistema. E’ chiaro che, con la pandemia, le condizioni di sofferenza del sistema sanitario regionale sono aumentate, ma la Sardegna è stata una delle regioni migliori nel reggere i contraccolpi della pandemia, pur avendo dovuto necessariamente rinunciare a qualcosa dell’ordinario”, spiega l’assessore. Che, prima di tornare nella sua trincea, fa appello alla responsabilità di ciascuno, residenti e turisti, “perché la pandemia non è finita, anche se la situazione è molto diversa da quella della scorsa estate perché ci sono moltissimi vaccinati”. C’è il rischio che si ripeta la grande fuga dei turisti? “Al momento lo escluderei”, conclude Nieddu. “Ma invito ancora una volta tutti alla prudenza. La pandemia non è finita”.


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