“Così mi hanno aggredito al parco di Su Planu: il coltello l’ho tirato fuori per difendermi, mi hanno tirato addosso un bidone”

Parla l’uomo accusato della lite al parco di Su Planu, un 55enne selargino: “Si sono avvicinati due uomini di circa 45- 50 anni che mi hanno minacciato ed aggredito ed uno di loro si è messo a filmarmi con il telefonino. Un altro uomo mi voleva spaccare una bottiglia in testa. Per cui durante i fatti, resomi conto che avevo il coltello in tasca, l’ho tirato fuori solo ed esclusivamente per intimidire gli aggressori affinché scappassero. Poi mi hanno buttato addosso un bidone della spazzatura provocandomi gravi lesioni”

Minuti di tensione, quelli che si sono vissuti dentro il parco di Su Planu, a Selargius, venerdì scorso. “Un uomo ha tirato fuori un coltello”, questo l’sos lanciato da più di un frequentatore dell’area green alle Forze dell’ordine. Che sono intervenute, sia polizia sia carabinieri, fermando un uomo. Un fatto che ha portato molto cittadini a chiedere al Comune “più sicurezza e telecamere”, con l’impegno del sindaco Gigi Concu: “Ciò che possiamo fare come Amministrazione è cercare di garantire la sicurezza su tutto il nostro territorio, e ciò che facciamo investendo tante risorse per il servizio di guardiania (attivo in ogni parco attualmente aperto) e per la vid planu, eosorveglianza, che entro questo mese partirà anche nell’area verde in questione”. E proprio l’uomo armato di coltello, un 55enne selargino, dopo l’intervento dei carabinieri, oggi decide di raccontare in esclusiva a Casteddu Online la sua versione. Il coltello? L’avrebbe tirato fuori per difendersi da una prima aggressione, dopo che si era lamentato perché alcuni ragazzi avrebbero “bullizzato” il nipote, spintonandolo per farlo scendere da un gioco. E lui, intervenuto in sua difesa, alla fine avrebbe anche rimediato delle lesioni, trovandosi costretto a trascorrere un giorno all’ospedale. La lettera con le dichiarazioni dell’uomo è stata inviata dal suo avvocato, Maria Gabriella Pirisi. Eccola, di seguito.
“Il 31 luglio mi sono recato al parco con mio nipote di otto anni e mia nipotina di sette mesi sul passeggino. Mi sono seduto su una panchina e, mentre parlavo con una signora ho visto che alcuni bambini, più grandi di mio nipote, dai 12 ai 15 anni, spintonavano mio nipote per farlo scendere da un gioco (una ruota fatta di corde che usano come altalena) con il pericolo che cadesse a terra da una certa altezza facendosi male. Si è avvicinata una mamma per dare man forte ai bambini che spintonavano mio nipote e per dire a mio nipote di scendere dal gioco per far salire gli altri bambini. A quel punto mi sono avvicinato per sgridare i bambini (gli stessi che sono soliti prendere in giro e bullizzare” mio nipote ) in presenza della mamma che era intervenuta ma, immediatamente, si sono avvicinate altre persone per cui io ho preso i bambini e ho fatto per andarmene. Si sono avvicinati due uomini di circa 45- 50 anni che mi hanno minacciato ed aggredito ed uno di loro si è messo a filmarmi con il telefonino. Un altro uomo mi voleva spaccare una bottiglia in testa, bottiglia occultata dentro un barattolo. Sentendomi aggredito così pesantemente, ho tirato fuori un coltello che avevo in tasca e che normalmente uso a tavola ma che proprio quel giorno, inavvertitamente, dopo pranzo avevo messo in tasca dimenticandomene. Per cui durante i fatti, resomi conto che avevo il coltello in tasca, l’ho tirato fuori solo ed esclusivamente per intimidire gli aggressori affinché scappassero. L’uomo con la bottiglia mi ha detto di buttare il coltello per affrontarci da uomini senza armi. Io ho buttato il coltello ma lui non ha buttato l’arma che aveva in mano (la bottiglia). Io stavo andando via per portar via i bambini dalla situazione pericolosa che si è venuta a creare ma ho visto che altri uomini, circa una ventina si sono avvicinati per aggredirmi con pietre ed altri oggetti in mano. A quel punto ho chiesto a mio nipotino di prendere sua sorellina che era nel passeggino e di rientrare a casa da soli e di chiedere aiuto perché la situazione si era fatta difficile e troppo pericolosa per bambini. Il gruppo di persone si è scagliato contro di me colpendomi in tutte le parti del corpo ed a quel punto ho ripreso il coltello:  mi hanno tirato addosso delle cose, mi hanno dato delle cinghiate perché io non li facevo avvicinare, avendo il coltello in mano. Si sono accaniti contro di me. Mi hanno tirato sulla schiena un bidone della spazzatura procurandomi gravi lesioni. Mi hanno picchiato con una cintura con la fibbia in metallo ed inoltre mi hanno tirato addosso dei mattoni. Preciso che ho svariate patologie gravi, oltre al fatto di aver subito un trapianto di fegato. Preciso di non aver minacciato nessuno ma di aver solo cercato di difendermi. Sono intervenuti i Carabinieri e mi hanno portato in caserma. All’uscita dalla caserma mi sono sentito male per le gravi lesioni e, dolorante, mi sono recato al pronto soccorso dove hanno accertato i  traumi subiti e le contusioni per le quali hanno disposto il mio ricovero in ospedale, da cui sono stato dimesso il giorno successivo. Diverse persone hanno assistito ed alcune di esse hanno dichiarato che si sarebbero recate dai Carabinieri per testimoniare sull’accaduto e sulla mia aggressione. In particolare, una signora che era seduta nella panchina con me ha detto che bisogna raccogliere le firme per chiedere più controlli e l’espulsione dal parco delle persone pericolose. Purtroppo detti fatti stanno succedendo troppo spesso nel parco ed i genitori che hanno il dovere di educare i propri figli danno invece solo il cattivo esempio”.


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