Corruzione in Sardegna, arresti domiciliari revocati all’ex assessora Gabriella Murgia: è libera

Dopo 5 mesi trascorsi tra carcere e casa, l’ex esponente della Giunta Solinas aspetterà in piena libertà l’esito delle indagini legate alla corruzione tra politici e esponenti della malavita sassarese. Resta ancora ai domiciliari, invece, l’ex primario del Binaghi Tomaso Cocco


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Gabriella Murgia è libera. Dopo 5 mesi trascorsi tra il carcere di Uta e la sua abitazione, l’ex assessora regionale dell’Agricoltura ai tempi della Giunta Solinas attenderà, in piena libertà, l’esito delle indagini legate alla corruzione tra politici e esponenti della malavita sassarese. L’inchiesta Monte Nuovo va avanti, e nelle ultime settimane c’è però stato anche un deciso ridimensionamento della vicenda: scomparsa l’associazione mafiosa, è rimasta in piedi quella per corruzione. Il provvedimento di libertà per la Murgia è stato pronunciato dal gip del tribunale di Cagliari, Manuela Anzani, su istanza della difesa. I legali della Murgia, Carlo Figus ed Enrico Meloni, avevano presentato formale richiesta di revoca della misura dei domiciliari ieri. Richiesta accolta.
Resta agli arresti domiciliari a Tula, a casa della mamma, l’altro componente del sodalizio criminale, il primario del reparto di Terapia del dolore del Binaghi Tomaso Cocco, rientrato da poche settimane in Sardegna dopo un periodo trascorso in un carcere che ospita solo mafiosi a Palermo.