Coronavirus, la App di tracciamento è stata scelta ma manca il parere del Garante della privacy

Il contact tracing è stato affidato ad “Immuni”. Ma le forze politiche chiedono di confrontarsi in Parlamento, il Copasir promette di occuparsene in nome della sicurezza nazionale e Soro deve essere ancora interpellato. Le specifiche tecniche non sono ancora note e rimangono dubbi e perplessità

Di ‘contact tracing’ in funzione anti Covid 19 si parla da settimane. Ma la scelta di “Immuni”, l’App che dovrebbe consentire il tanto atteso ‘tracciamento’, non sembra aver fugato completamente dubbi e perplessità.

Il ministro della Salute invita a non giudicarla una “mossa salvifica”, diverse forze politiche invocano la necessità di un confronto in Parlamento, lo stesso Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica promette di occuparsene già nella seduta di mercoledì trattandosi di “materia afferente alla sicurezza nazionale”. E al di là delle specifiche tecniche, ancora abbastanza nebulose, manca anche il parere formale del Garante della privacy, Antonello Soro. Parere che in realtà al momento non è stato ancora richiesto.

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