Coronavirus, kefiah e bandiera palestinese sul feretro per l’ultimo saluto a Nabeel Khair: “Morto da eroe”

Preghiere musulmane per l’ultimo saluto al medico sardo. Il senatore Marilotti: “E’ morto di coronavirus, malattia che aveva contratto come tanti operatori sanitari sardi chiamati a combattere un terribile virus senza le opportune attrezzature. E’ morto così da eroe, lui che avrebbe dato la vita per la causa del suo popolo per il quale si è battuto per tutta la vita”

Preghiera musulmana e kefiah e bandiera palestinese sul feretro. E’ l’ultimo saluto a Nabeel Khair, 63enne di Quartu, di origini palestinesi, ma conosciuto per la sua attività nella Barbagia (Tonara e soprattutto Aritzo), primo medico sardo morto a causa del Coronavirus.
Il senatore cagliaritano del Movimento 5 Stelle Gianni Marilotti, su Facebook l’ha definito “anima del movimento pro Palestina in Sardegna, un bravo medico, un amico, un figlio adottivo della Sardegna. E’ morto di coronavirus, malattia che aveva contratto come tanti medici sardi chiamati a combattere un terribile virus senza le opportune attrezzature. E’ morto così, come va di moda dire oggi, da eroe, lui che avrebbe dato la vita per la causa del suo popolo per il quale si è battuto per tutta la vita.
Ci conoscevamo da più di trent’anni, lo ricordo ancora studente di medicina, poi dopo la laurea e la specializzazione mentre faceva guardie mediche su e giù per le provincie di Cagliari e Nuoro; ma soprattutto lo ricordo in tante manifestazioni per la pace in Medio Oriente, per il sacrosanto diritto del popolo palestinese a vivere in pace in un proprio Stato.
Insieme abbiamo organizzato tanti convegni, locali ed internazionali. Ricordo in particolare quello subito dopo gli accordi di Oslo con la contemporanea presenza a Cagliari degli ambasciatori di Israele e dei Palestinesi. Così come non posso dimenticare la missione organizzata in Palestina nel 2004, frutto di un accordo di cooperazione tra le città di Monserrato e di Quabatia, con il dono di un ambulanza attrezzata a quell’amministrazione.
Sei morto, caro Nabeel, in prossimità della Pasqua, festa della resurrezione e della pace. Noi continueremo a batterci per la causa palestinese anche in tuo nome con quell’impegno civile e democratico di cui ci hai dato un magnifico esempio”.


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