Contro il caro bollette 21 miliardi sul piatto, stasera il governo decide

Consiglio dei ministri alle 20.30 per approvare il documento programmatico di bilancio e la manovra per l’anno prossimo. E’ polemica sulla proposta della Lega per i matrimoni in chiesa, confermato per ora il taglio dell’iva su pane, pasta e latte. Sul reddito di cittadinanza ancora nessuna decisione.

Croce tanta e zero delizia per tutti i cittadini e le imprese, le bollette stratosferiche che tolgono il sonno e prosciugano i conti in banca ai pochi fortunati che ancora li hanno approdano stasera sul tavolo del consiglio dei ministri convocato alle 20.30. Nella legge di bilancio da 32 miliardi, ben 21 sono destinati all’intervento contro il caro bollette, con misure naturalmente a favore dei ceti più deboli e delle imprese, sempre più numerose sono quelle costrette a chiudere le attività per l’impossibilità di pagare. Una cosa è certa, come del resto ammette lo stesso governo: la coperta è corta, le esigenze tante e le risorse limitate, quindi bisognerà fare i salti mortali per far quadrare tutto.

Intanto, scoppia la polemica sul disegno di legge della Lega che propone di dare 20mila euro alle coppie che si sposano in chiesa: una mossa che non è piaciuta agli alleati, e ha creato problemi con Palazzo Chigi, tanto che il Carroccio è stato costretto a una retromarcia immediata per estendere il bonus nozze anche a chi sceglie di convolare col rito civile.

Confermato al momento, ma ancora in discussione, il taglio dell’iva su pane, pasta e latte, secondo le associazioni dei consumatori misura spot che consentirà di risparmiare al massimo 22 euro all’anno. Sul reddito di cittadinanza ancora nessuna decisione è stata presa, ma il presidente della commissione Bilancio Mangialavori precisa che nessuno ha mai parlato di abolizione tout court, dall’oggi al domani. Noi abbiamo sempre detto che le misure in favore di chi non può lavorare vanno mantenute e addirittura potenziate, ma che è necessario mettere subito in campo misure che consentano i cosiddetti occupabili e trovarsi un posto di lavoro e questo non avverrà fintanto che garantiremo loro un sussidio senza condizioni, senza nemmeno sanzionare chi rifiuta le offerte che pure arrivano”.


In questo articolo: