Niente voli dopo le 21 in continuità territoriale, Silvia e gli altri malati sardi costretti a spese folli per dormire a Milano

Nessun aereo in regime tariffario agevolato a disposizione dopo le 21. E così per i malati sardi i costi dei viaggi della salute lievitano notevolmente. Perché le cure nel tardo pomeriggio negano gli ultimi voli, costringendo chi ha la necessità di curarsi nella penisola a dover spendere anche per il pernottamento. Tra loro Silvia di Quartu, paziente oncologica

Pochi voli a disposizione in continuità territoriale. E così per i malati sardi i costi dei viaggi della salute lievitano notevolmente. Perché le cure nel tardo pomeriggio negano la possibilità di prendere gli ultimi voli, costringendo così i sardi che hanno la necessità di curarsi a Milano di dover spendere per il pernottamento.

Come accade a Silvia di Quartu che dal mese di luglio, fa parte di quel grande gruppo di persone costretti ai viaggi della salute per poter accedere alle cure del Servizio sanitario nazionale in una delle eccellenze italiane a livello Europeo per la lotta contro il cancro, lo Ieo di Milano

“A metà giugno la diagnosi qui in Sardegna e a fine agosto l’intervento presso lo Ieo”, spiega, “per il momento ho la fortuna di poter sostenere i costi di viaggio e alloggio (non rimborsati dal Ssn) ma il problema è un altro, la carenza di voli da e per Cagliari. Io viaggio verso Linate perché recandomi all’aeroporto di Bergamo/Malpensa i costi del taxi sarebbero troppo onerosi per raggiungere l’Istituto. Viaggio 2 volte a settimana e spesso per fare una medicazione, sono costretta a pernottare a Milano, dove anche trovare un alloggio a meno di 100 euro è molto difficile e comunque se si trova è spesso lontano dall’ospedale. E il tutto perché non ci sono voli per il rientro a Cagliari dopo le 21. Non oso immaginare cosa sarà nel periodo autunno/inverno.

Ieri 19 settembre, ho fatto una medicazione alle 18.30 presso l’Ieo, ho preso un volo del mattino e ho dovuto pernottare a Milano per poi rientrare oggi a Cagliari alle 12.30 proprio perché non c’erano voli o comunque gli orari non sono consoni a chi come me viaggia con assistenza speciale e deve recarsi in aeroporto almeno 2 ore prima del volo. A mio avviso tutto ciò è assurdo, è vero, viviamo in un’Isola, ma ci deve essere garantita la possibilità di spostarci liberamente sul territorio italiano, specie quando a richiederlo sono questioni di salute.

Approfitto dell’occasione per ringraziare il personale di terra di Cagliari/Linate che offre assistenza speciale a chi come me non è in grado di viaggiare in autonomia, sono dei veri angeli”.


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