“Liti in maggioranza, bloccato il consiglio comunale ad Assemini”

Fdi e Lega-Psd’Az: “L’attività amministrativa non da segni di vita. Da oltre due mesi non si convocano Consigli comunali né Commissioni. Governare non è limitarsi a prendere uno stipendio”

“Bloccata l’attività del consiglio comunale ad Assemini”. La denuncia dei capigruppo Fdi e Laga-Psd’Az Stefano Demontis e Paola Mereu che puntano l’indice contro la maggioranza. “Ad Assemini l’attività amministrativa non da segni di vita. Da oltre due mesi non si convocano Consigli comunali né Commissioni”, dichiarano i consiglieri di opposizione, “eppure, non mancano i motivi per lavorare alla soluzione dei problemi e per la valorizzazione delle immense opportunità. Ma occorre interrogarsi, dialogare e passare all’azione. Risale allo scorso 26 settembre l’ultimo Consiglio comunale in cui si è approvato il bilancio e riconosciuto l’ennesimo debito non programmato. Anche le commissioni non funzionano più, nonostante siano organi fondamentali per preparare, istruire e redigere gli atti, i provvedimenti, gli orientamenti e gli indirizzi da sottoporre alle decisioni del Consiglio nell’interesse della Città. Riteniamo molto grave che i problemi della nostra Città vengano nascosti sotto il tappeto di un sempre più evidente vuoto politico: 27mila abitanti non possono subire le conseguenze della conflittualità interna alla maggioranza. In gioco non vi è l’interesse dei singoli e della loro carriera politica, ma il presente ed il futuro di Assemini. Noi diciamo basta. Siamo stati votati ed eletti per concorrere al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini e delle imprese; per dare alla nostra Città un ruolo strategico nell’Area vasta di Cagliari. Non intendiamo subire le scelte che piovono da ogni luogo, ma concorrere ad un cambiamento radicale a partire dal rispetto della dignità della nostra comunità. Perciò è necessario che la maggioranza ci metta nelle condizioni di farlo. Non abbiamo alcuna intenzione di rinunciare al primato della politica: è il consiglio comunale che deve indirizzare l’organo esecutivo, non il contrario. Non pretendiamo minimamente di sovvertire l’ordine democratico, ma chiediamo rispetto per i nostri diritti e per il nostro ruolo: a partire dal diritto al dialogo ed alle risposte alle nostre interrogazioni che sono istanze popolari; contributi alla soluzione dei problemi di chi abbiamo il dovere di rappresentare. Invitiamo la maggioranza a ritrovare una guida per superare i propri limiti e le proprie liti interne; decidere che città intende costruire; quali azioni portare avanti per assicurare spazi di crescita qualitativa dei cittadini e degli operatori economici. Ma, anche adempiere al proprio ruolo instaurando con la minoranza il dialogo necessario ad elaborare soluzioni pratiche alle lacerazioni sociali e per meglio governare le complessità. Governare non è limitarsi a prendere uno stipendio”.


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